Proteste
La scelta della protesi spetta al medico e alla donna
PISA. Le protesi mammarie in silicone prodotte dall'azienda francese Poly implant prothese (Pip) hanno cominciato ad essere impiantate intorno al 2002. Avevano i requisiti di legge in regola, infatti...
PISA. Le protesi mammarie in silicone prodotte dall'azienda francese Poly implant prothese (Pip) hanno cominciato ad essere impiantate intorno al 2002. Avevano i requisiti di legge in regola, infatti avevano acquisito il certificato di garanzia del ministero della Salute e per questo motivo sono state così utilizzate ampiamente sul territorio nazionale. Diversi gli interventi eseguiti da chirurghi plastici nella clinica San Rossore.
«La clinica non è mai entrata in merito sulla scelta delle protesi che rimane una scelta della paziente in accordo col chirurgo», afferma Andrea Madonna presidente e amministratore delegato della clinica di San Rossore che aggiunge: «Il nostro compito è stato e continua ad essere di controllare che la protesi scelta sia autorizzata dal ministero. E così è stato».
Dal momento in cui il ministero della Salute ha comunicato che quelle protesi presentavano determinati rischi, non sono state più impiantate. Tuttavia, restavano alle spalle le precedenti operazioni. «In caso, spetta al medico che ha eseguito l'intervento avvisare la paziente, noi non abbiamo alcun obbligo», spiega ancora Andrea Madonna.
Ricordiamo che proprio a febbraio scorso è arrivato l'accordo Stato-Regioni per un protocollo valido su tutto il territorio nazionale per gli impianti al silicone francese ritenuti «facili alla rottura» e «con un silicone che avrebbe caratteristiche diverse da quello autorizzato».
L'espianto della protesi Pip costa 3.500 euro ed è carico delle Regioni. Per precauzione, anche a Pisa, alcuni espianti sono stati eseguiti per poi reimpiantare altre protesi al silicone.
Due sono le donne livornesi che hanno fatto sapere di essere state operate nella clinica di San Rossore a cui è stata inserita la protesi francese. Ma questa protesi è sul mercato da quasi dieci anni e saranno diversi i casi. Tuttavia, non c’è alcuna emergenza sanitarie e rischi per la salute.
Differente la situazione presso l'Azienda ospedaliera pisana universitaria dove ci è stato comunicato dalla direzione che le Poly implant prothese non sono mai state utilizzate all'interno delle sale operatore dell'Aoup.
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