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ASSISE

Il capo della Mobile depone per 5 ore sulla sposa bambina

PISA. È durata 5 ore, ieri mattina davanti alla corte d’assise, la deposizione del capo della Squadra Mobile della questura, Giuseppe Testaì, sul caso della «sposa bambina». Il funzionario ha...

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PISA. È durata 5 ore, ieri mattina davanti alla corte d’assise, la deposizione del capo della Squadra Mobile della questura, Giuseppe Testaì, sul caso della «sposa bambina». Il funzionario ha ricostruito davanti alla Corte, presieduta da Luca Salutini con a latere Leonardo Degl'Innocenti più i giudici popolari, le varie fasi dell’inchiesta. Quello di ieri è stato il vero e proprio inizio del processo a carico di sei nomadi, in parte del campo di Coltano, in parte di Gello di Lavaiano, accusati di aver portato in Italia con l'inganno, due anni fa, una quattordicenne kosovara, per darla in sposa, secondo il rito rom, al figlio allora minorenne e che oggi ha 18 anni. Gli imputati sono gli zii del ragazzo, Erizon Mahmuti e la moglie Vjolka Dibrani, i genitori, Riza Haliti e Ibadet Dibrani, espulsa per questo dai progetti di accoglienza, sfrattata dal villaggio di Coltano e denunciata per l aggressioni alla polizia durante lo sgombero, e infine i nonni, Nebehat Hamiti e Havdus Hamiti. Pesantissime le accuse: i sei devono rispondere, a vario titolo, di violenza sessuale, tentata violenza e violenza sessuale di gruppo, favoreggiamento dell'immigrazione clandestina, tratta di persone e riduzione in schiavitù. Il dibattimento è stato aggiornato al 24 aprile.

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