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«Troppe fughe di notizie presenteremo un esposto»

«Troppe fughe di notizie presenteremo un esposto»

Caso Ragusa, parla l’avvocato di Antonio Logli che smentisce di aver mai fatto affermazioni sui telefonini in uso all’indagato e alla segretaria dell’autoscuola

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PISA. Alle 20 di ieri sera l’avvocato Roberto Cavani, che assiste Antonio Logli, il marito di Roberta Ragusa, ha emesso un lungo comunicato in cui fornisce alcune valutazioni circa quella che ritiene una continua fuga di notizie sul caso della scomparsa della donna.

«La presunta relazione extraconiugale di cui molti quotidiani hanno dato notizia - osserva - è una informazione mai comunicata dai diretti interessati. Se veramente sussistente, gli interessati dovranno riferire, se già non l’hanno fatto, agli inquirenti. Se esistente deve ricondursi solo ad un ambito di rapporti fra il signor Logli e la signora Sara Calzolaio e non deve essere utilizzata per la creazione di un “falso movente” da ricondursi alla scomparsa della signora Roberta.

Le indagini stanno proseguendo a 360° e tutte le ipotesi percorribili sono al vaglio degli inquirenti. In tal senso è da intendersi l’iscrizione nel registro degli indagati del signor Logli, che risulta allo stato atto formlizzato a garantire sia i diritti difensivi dell’indagato che la possibilità per la procura di svolgere indagini più dettagliate.

Anche la notizia dell’esistenza o meno di due telefoni cellulari non è stata divulgata né da Logli, né dalla signora Calzolaio. Se esistenti, cellulari e schede dovranno essere oggetto di attento vaglio da parte delle attività di indagine per accertare se vi siano in essi elementi utili. In nessun caso io ho divulgato notizie circa l’esistenza dei cellulari».

L’avvocato Cavani si riferisce ad una notizia Ansa di ieri mattina in cui si diceva che confermava l’esistenza dei telefoni.

«Se questi fossero stati davvero in mano al mio assistito - aggiunge il legale - sarebbe stato mio onere, nel suo interesse, consegnarli alla procura. È evidente invece una fuga di notizie sia sui nominativi dei soggetti sottoposti a rilievi, accertamenti e colloqui, sia sull’esistenza di supertestimoni. Tale situazione crea confusione sull’attività svolta dagli inquirenti, che è coperta da segreto istruttorio. Questa situazione non fa che generare morbosa attenzione e incerta rappresentazione nella gente non correttamente informata, che può ricavare presunzione di colpevolezza difficile da sradicare anche di fronte all’acclararsi dei fatti. Logli viene spesso indicato come responsabile della scomparsa della moglie, per cui si sta valutando l’opportunità di inoltrare alla procura un esposto per una indagine sulla divulgazione di notizie che violano il segreto istruttorio e sui responsabili. Rilascerò dichiarazioni solo attraverso comunicato stampa perché non credo che il ruolo del difensore sia quello della comparsa in tv o di opinionista di voci inconsistenti».

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