La protesta
La rete antiabusivi non piace a Tirrenia
Per i negozianti la recinzione è un messaggio negativo per il turismo. Potrebbe servire solo contro il degrado della pineta
TIRRENIA. Dopo la possibilità ventilata dall'amministrazione d'istallare una rete in piazza Belvedere a protezione della pinetina che costeggia il marciapiede dove stazionano i venditori abusivi e presentata anche come un modo per fermare le fughe degli abusivi davanti all'arrivo delle forze dell'ordine, sono scattate le polemiche. E i commercianti rispondono che la rete non può essere considerata come uno strumento per combattere l'abusivismo, ma casomai il degrado a cui si è assistito negli anni precedenti in quell'area.
E nel caso in cui si faccia una recinzione, si deve tenere conto dell'impatto ambientale. «Inizialmente deve esserci stato un fraintendimento - afferma Daniele di Napoli commerciante - perché questa rete è stata considerata da tutti come un sistema antifuga, ma in questi termini non serve proprio a niente. Perché questa battaglia contro l'abusivismo, che ormai portiamo avanti da anni, deve essere combattuta con altri sistemi come la legalità. Una rete si può tagliare e così si aggiunge ulteriore degrado a quello che questa situazione genera già da tempo. Se invece, si tratta di una recinzione di abbellimento - spiega il commerciante -, che impedisce contemporaneamente un utilizzo improprio di quella pineta, allora va bene».
Infatti, quella pinetina che lo scorso anno è stata completamente ripulita, per lungo tempo è stata un'area abbandonata e utilizzata dagli extracomunitari per bivacchi. C'era di tutto: materassi, sacconi dell'immondizia, bottiglie di plastica e lattine abbandonate, cartacce, resti di cibo e molto altro. Insomma, quella pinetina veniva utilizzata dagli abusivi come retrobottega per mangiare, dormire ed altri bisogni. «La protezione può servire ad impedire i bivacchi e cose del genere - afferma Carla Casini, titolare dell'edicola in piazza Belvedere -, ma deve essere realizzata nel rispetto dell'ambiente. Meglio sarebbe alzare le siepi fino ad un metro e mezzo che non una rete che dà l'idea di una gabbia. Questa è una località turistica e va tenuto presente».
Ieri piazza Belvedere era presidiata da tutte le forze dell'ordine e non c’era neanche l'ombra di un venditore abusivo. Mentre domenica scorsa, secondo quanto visto dai commercianti, ce n'erano almeno un centinaio. Quei pochi extracomunitari che hanno tentato di esporre la merce come ogni altra domenica di sole, hanno fatto immediatamente fagotto all'arrivo degli agenti della polizia municipale poco prima dell'ora di pranzo. I primi a dare il via allo spiegamento di forze che raramente in quest'area ha visto impegnati congiuntamente finanzieri, carabinieri, poliziotti e vigili urbani. «Devo dire però, che quando ci sono gli abusivi, c'è anche molta più gente e noi lavoriamo di più. - afferma Roberto Caponi, empolese e commerciante ambulante di bomboloni e dolci insieme alla moglie -. Questo è un dato che deve farci riflettere. Devo anche dire - continua l'ambulante - che rispetto allo scorso anno gli extracomunitari sono diminuiti notevolmente di numero perché in realtà, a parte oggi che è un po' un caso eccezionale, ci sono comunque molti più controlli. In inverno siamo qui ogni domenica e in luglio e agosto tutti i giorni e questo da dieci anni, quindi possiamo valutare bene».
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