Sicurezza
L’Asl 5 ha dimenticato di ritirare il letto ortopedico
Mio padre è morto il 25 dicembre 2011 dopo cinque mesi di completo allettamento, con alimentazione artificiale assistita, ben seguito dall'assistenza domiciliare integrativa. Aveva una patologia...
Mio padre è morto il 25 dicembre 2011 dopo cinque mesi di completo allettamento, con alimentazione artificiale assistita, ben seguito dall'assistenza domiciliare integrativa. Aveva una patologia multitumorale.
Il peggioramento delle condizioni di salute di mio padre è avvenuto da agosto a dicembre e lo ha portato al completo allettamento in un letto ortopedico con materasso antidecubito, che ci è stato fornito da una società incaricata dall’Asl, in quanto invalido al 100 per cento, ma ritenuto non grave, almeno fino al terzo tentativo di richiesta di aggravamento. Per inciso la condizione di gravità, quindi anche la relativa pensione e i diritti della legge 104/'91, sono stati ottenuti solo poco meno di tre mesi dal decesso.
Orbene, poco dopo il decesso di mio padre, la mattina del 3 gennaio 2012 ho fatto la fila all'ufficio competente all'Asl n°5 di Pisa (distretto di Vecchiano) compilando il relativo modulo, con tutti i dati completi, per la riconsegna del suddetto letto ortopedico, con materasso antidecubito. All'ufficio mi è stato detto che la società incaricata ci avrebbe contattato per telefono prima del giorno del ritiro dello stesso.
Ebbene, dopo circa 40 giorni (39 per l’esattezza) nessuno si era rivolto alla nostra famiglia in tal senso. Allora, nella mattina dell'11 febbraio, ho contattato telefonicamente l'Asl 5 di Pisa (distretto di Vecchiano) per sollecitare la riconsegna. Un'amministrativa mi ha garantito telefonicamente il suo interessamento.
È passato nuovamente un mese, e alla data del 10 marzo 2012, dopo ben 67 giorni (oltre 2 mesi!) dalla richiesta del ritiro del letto ortopedico e del materasso antidecubito, non si muove ancora assolutamente niente. Semplicemente vergognoso!
Questo presidio sanitario potrebbe essere sicuramente utile e necessario (se non indispensabile) a malati con gravi patologie o a malati terminali.
Si tratta di un “piccolo” spreco, uno dei tanti che ho potuto constatare in ambito sanitario, così come in altri settori pubblici, dove la negligenza, l'omissione, lo scarso coordinamento, etc., i ritardi dei singoli e delle strutture sono amplificati da una normativa e da una burocrazia con multipla interpretazione, spesso assai farraginosa.
. Mauro Farnesi e famiglia
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