Sicurezza
Nei cellulari forse la chiave del mistero
Se confermata, la sparizione di due telefonini potrebbe essere una pista decisiva. Numeri e luoghi restano rintracciabili
PISA. Due telefonini spariti. Sarebbero di Antonio Logli e Sara Calzolaio, il marito di Roberta e la giovane donna che da anni avevano una relazione.
Risalire al contenuto delle conversazioni fra questi due cellulari non è possibile. Tuttavia, le indagini possono accertare, attraverso i tabulati telefonici messi a disposizione dal gestore, alcuni elementi che potrebbero rivelarsi utili. Infatti, si può risalire al momento esatto quando uno dei cellulati è stato attivato per una chiamata, a quale numero era diretta la chiamata e - attraverso la cella a cui si aggancia il segnale - dove si trovava la persona che chiamava così come quella che riceveva.
Su quest’aspetto dell’indagine, i carabinieri sono riservatissimi e sostengono di non avere riscontri. Tuttavia, l’indagine si sta svolgendo nella massima cautela senza che nulla possa trapelare all’esterno. Gli investigatori sanno bene che la soluzione dell’intricato giallo è in quella notte, fra il 13 e 14 gennaio, quando Roberta Ragusa scomparve. L’ultimo testimone è stato il marito Antonio Logli: lui la vide intorno a mezzanotte in cucina mentre stava scrivendo la lista della spesa e andò a dormire, Solo l’indomani, quando mancavano quindici minuti alle sette, il marito si accorse che la moglie non era nel letto e non era neanche in casa. È in quest’arco di tempo che va cercata la soluzione.
Se solo uno dei due cellulari fosse stato attivato in quella notte, i carabinieri avrebbero in mano elementi su cui lavorare. Antonio Logli è l’unica persona indagata e fin dal primo giorno ha sempre ripetuto la sua versione: sono andato a letto, mi sono addormentato e la mattina mi sono svegliato. Il compito degli investigatori è cercare un granellino che possa inceppare questa macchina, una contraddizione alle parole di un uomo che in questi giorni di fortissima tensione non ha fatto un passo indietro sulla sua versione. Nel caso che dai tabulati apparisse una chiamata di Logli in quella notte o che l’abbia ricevuta, il suo racconto potrebbe mostrare crepe difensive. Ma i carabinieri sono categorici e sostengono di non avere riscontri.
Proprio per fare luce su quella notte, sono stati chiamati i Ris, il reparto specializzato dei carabinieri in grado di scovare elementi a sostegno dell’indagine. E quando la Procura ha deciso di farli intervenire, stava e sta ancora seguendo una pista. Attraverso tre cani e l’uso della tecnica del luminol, i militari hanno cercato anche minimali macchie di sangue. I risultati dovrebbero essere noti la prossima settimana. Da qui potrebbe arrivare un passo avanti nell’inchiesta come potrebbe arrivare uno stallo. E più passano i giorni più l’inchiesta si complica per il semplice motivo che dove sia Roberta Ragusa è un giallo carico di nubi. C’è chi ancora spera che sia viva, ma sono speranze molto fievoli. Anche gli investigatori sono ormai certi che sia deceduta. E più trascorrono i giorni e più un’eventuale ritrovamento del corpo pone complicazioni per accertare la causa del decesso.I carabinieri del reparto operativo hanno scandagliato ogni anfratto per cercare di dare una risposta al giallo. Le relazioni fra il marito e la moglie sono state passate ai raggi “x” così come la relazione che aveva il marito con la giovane donna entrata in famiglia prima come baby-sitter e, una volta conquistata la fiducia, come segretaria dell’autoscuola “Futura”.
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