Gioco
Marzo dedicato alle donne che vogliono avere un futuro
Le occasioni di confronto sulle questioni di genere a Pisa sono disseminate lungo tutto l’arco dell’anno. Per fare massa critica, di solito le intensifichiamo in questo periodo raccogliendole nel...
Le occasioni di confronto sulle questioni di genere a Pisa sono disseminate lungo tutto l’arco dell’anno. Per fare massa critica, di solito le intensifichiamo in questo periodo raccogliendole nel cartellone del “Marzo delle donne”.
Il marzo 2012 è dedicato innanzitutto a Rossella Urru e al suo coraggio nel mettersi in pericolo per dedicarsi ad altri altrove. Nell'anno di “Se non ora quando” e della “Primavera araba”, che hanno materializzato nelle piazze del Meditarraneo generi e generazioni differenti, il marzo 2012 è dedicato alle donne impegnate nei movimenti, come le giovani africane Leymah Gbowee e Tawakkol Karman, o che hanno responsabilità di governo, come la presidente della Liberia Ellen J. Sirleaf, perché quando ci sono, sono capaci di operare cambiamenti da premio Nobel: e infatti loro hanno vinto quello per la pace.
Tra le farfalline tatuate delle donne nella tv italiana e i burka di “Mille splendidi soli” di Hosseini non c’è grande differenza, perché il valore delle differenze è questione di cultura e non di culture. Infatti, dedichiamo il marzo 2012 a Francesca Alleruzzo e alle 35 donne che dall'inizio dell'anno sono state trucidate non per un raptus omicida, ma da un impotente femminicida incapace di essere uomo, e per lo stesso motivo lo dedichiamo a tutti gli uomini, quelli veri, che amano le donne per le loro diversità e sanno gioire dei successi delle donne. Dedichiamo il marzo 2012 alle donne detenute, qui al carcere Don Bosco, perché possano riprendere in mano il loro tempo per ricomporre il proprio progetto di vita dentro e fuori. Lo dedichiamo alle lavoratrici della Omsa, agli uomini e alle donne nella loro condizione, perché calzano a perfezione la prima gamba della nostra Costituzione, giacché l'Italia è una Repubblica fondata sul lavoro. Dedichiamo il marzo 2012 al 48% delle donne italiane che hanno un lavoro, perché guadagnano il 20% in meno dei colleghi lavorando ogni giorno – incluso il lavoro in casa - tre ore in più, e al 52% che il lavoro non lo hanno e quindi al nostro Paese, che per questo motivo - e non per altre fantasiose ragioni - non può crescere. Infine, dedichiamo il marzo 2012 alle educatrici dei nidi del Comune di Pisa e alle tante donne che lavorano nei servizi, perché l’8 marzo non potevano essere alla cerimonia in Comune, visto che anche quel giorno hanno permesso a tante donne e tanti uomini di festeggiare.
Marilu’ Chiofalo
assessora al Comune di Pisa
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