Finanza
Viaggio ai confini dell’universo
Inaugurata la mostra a Palazzo Blu, resterà aperta fino al primo luglio
PISA. Metti insieme la ricerca scientifica svolta a Pisa e quella compiuta il secolo scorso da una personalità di spicco della città come il cardinale Pietro Maffi: ecco "Storie dall'altro mondo, l'universo dentro e fuori di noi", la mostra inaugurata ieri a Palazzo Blu che racconta come l'uomo abbia progressivamente imparato ad avvicinarsi, a esplorare e conoscere questo mondo "altro", rappresentato dall'Universo che ci circonda. Così l'Istituto nazionale di Fisica nucleare, il dipartimento di Fisica dell'Università di Pisa e la Specola Vaticana ci regalano fino al 1° luglio un percorso affascinante, attraverso immagini spettacolari, strumenti e reperti come i minerali lunari e marziani, in un viaggio che, partendo dal sistema solare «arriverà - dice il presidente della Fondazione di Palazzo Blu, Cosimo Bracci Torsi - alle stelle della nostra galassia e alle altre fino ai confini spazio-temporali dell'universo e delle nostre conoscenze attuali».
Sono quattro le parti in cui è divisa la mostra. La parte introduttiva è dedicata alla figura di un "singolare" uomo di scienza, il cardinale Maffi, arcivescovo di Pisa dal 1904 al 1931, ma anche presidente della Specola Vaticana, da poco rifondata e quindi in un momento delicato della sua storia. Questa doppia appartenenza, al mondo della Chiesa e a quello della scienza, fu vissuta dal cardinale Maffi come occasione di collaborazione e crescita tra questi due aspetti pensati non già come conflittuali ma come cooperanti nella ricerca del significato più profondo dell'esperienza umana. In questa prima parte, il visitatore compie una passeggiata che, partendo dal sistema solare, lo porta fino ai confini dell'universo visibile. Superato il sole si incontrano i pianeti e i loro satelliti, i pianetini, gli asteroidi, le comete. Oltre il sistema solare ci si addentra nella Via Lattea. Fuori da essa potremmo essere colti dalla paura del vuoto: la galassia più vicina, Andromeda, dista da noi due milioni e mezzo di anni luce. Le parti più lontane dell'Universo si possono meglio studiare stando fuori dall'atmosfera: questi strumenti di osservazione sono i satelliti e nella mostra c'è quello denominato Fermi-Glast, costruito in gran parte a Pisa. La terza parte ci rivela i giganti della scienza con l'esposizione di rare edizioni delle loro opere: Copernico, Galileo, Tycho Brahe, Keplero, Cartesio, Newton. La mostra si conclude con lo spazio, il tempo e l'energia-materia. Chicca finale: l'interferometro Virgo, un rivelatore di onde gravitazionali costruito dall'Infn a Cascina.
Marco Barabotti
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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