Sicurezza
Domani negozi aperti anche in periferia
È la conseguenza della decisione del Tar che ha sospeso l’ordinanza del sindaco Filippeschi
PISA. Domani possibilità anche per i negozi al di fuori del centro storico di rimanere aperti.
È l’immediata conseguenza della decisione del Tribunale amministrativo regionale (Tar) di sospendere l’ordinanza del sindaco Filippeschi (in attesa dell’udienza già fissata per il 3 aprile), accogliendo il ricorso di Mediamarket spa (società proprietaria di Mediaworld).
Quindi probabili serrande alzate non solo a Mediaworld in via Matteucci, ma anche alle strutture della grande distribuzione al di fuori dal centro storico; dall’Esselunga al centro commerciale Pisanova, ai supermercati Pam e Coop, fino ad arrivare ad esempio a Unieuro ad Ospedaletto.
La decisione del Tar non ha colto di sorpresa le associazioni di categoria e nemmeno i sindacati. Sindacati che proprio domenica scorsa erano scesi in piazza contro la liberalizzazione.
«La decisione del Tribunale amministrativo non sorprende – spiega Cinzia Bernardini, segretaria della Filcams Cgil – visto che è stato coerente rispetto ai precedenti ricorsi. Rimane il giudizio negativo sull’idea di lavorare tutti i giorni, idea che non considera le esigenze dei lavoratori. Lavoratori, nel caso ad esempio di Mediaworld, che si trovano da soli visto che non esiste rappresentanza sindacale in quell’azienda (al contrario di Metro dove ci sono relazioni con la proprietà)».
Per Cinzia Bernardini, comunque, una regolamentazione dovrà alle fine essere trovata. «L’assessore Forte ha detto che vuole convocare un tavolo a livello provinciale per provare a dare regole – insiste la sindacalista -. Un percorso che sosterremo. E che, credo, alla fine anche la grande distribuzione dovrà accettare. Adesso che in pratica ovunque ci sono gli orari liberi, sarà evidente come ai costi certi, frutto delle aperture, non corrispondono gli incassi. Incassi che con le domeniche lavorative hanno incrementi minimi (dall’1 al 2 per cento)».
E per i lavoratori? Conclude Bernardini: «Chi considera la domenica straordinario concede un ero in più all’ora. Ma l’idea finale è quella di considerare la festività come un giorno lavorativo normale. Quindi nessun vantaggio concreto ed impensabile un aumento dell’occupazione».
Daniele Benvenuti
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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