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Caos in consiglio provinciale Panicucci preso a spintoni

Caos in consiglio provinciale Panicucci preso a spintoni

Esponenti del comitato contrario all'impianto a biogas di Santa Maria a Monte hanno aggredito a spintoni il capogruppo provinciale del Pd Manolo Panicucci a margine del consiglio provinciale...

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PISA. Esponenti del comitato contrario all'impianto a biogas di Santa Maria a Monte hanno aggredito a spintoni il capogruppo provinciale del Pd Manolo Panicucci a margine del consiglio provinciale dell’altro giorno. Lo riporta una nota della Provincia dove si spiega che agli spintoni hanno fatto seguito minacce di altre ritorsioni fisiche verso Panicucci e che offese sono state rivolte anche al capogruppo di Sel Massimiliano Casalini.

«L’espressione delle proprie idee è un diritto, il rispetto dell’altro e della sua persona fisica è un dovere», il commento del presidente della Provincia Andrea Pieroni e del presidente del consiglio provinciale Consuelo Arrighi. Secondo quanto riferito dalla Provincia al consiglio era stata ammessa una rappresentanza del comitato contro l’impianto. «Proprio per ascoltare le motivazioni di tale dissenso», Panicucci e Casalini avevano avanzato la proposta di incontrare la delegazione, a margine del consiglio, accolta da Arrighi ed estesa anche a tutti i capigruppo. Il capogruppo del Pdl, Giuseppe Calò, però «ha annunciato la propria scelta di non prendere parte al colloquio, definendolo una “tiritera” già vista e sostenendo che “tanto voi avete gia” deciso quel che volete fare». Al momento poi di iniziare l’incontro, sempre secondo la ricostruzione della Provincia, i rappresentanti del comitato «hanno preso ad allontanarsi, esprimendo a voce sostenuta il proprio disappunto e manifestando l’intenzione, a loro volta, di non confrontarsi con gli esponenti della Provincia.

Poi, di fronte agli insistiti inviti dei capigruppo di Pd e Sel a rivedere tale decisione ed a sedersi al tavolo, si è sviluppato un diverbio che è andato scaldandosi», culminato nelle offese a Casalini e negli spintoni e minacce a Panicucci. «L'accaduto desta amarezza e rammarico - commentano Pieroni e Arrighi -. L’uso strumentale, al quale talvolta si assiste, di quella che è una libera contestazione da parte di gruppi di cittadini e la conseguente esacerbazione degli animi, provocata con metodo quasi scientifico da alcune forze politiche, hanno raggiunto un culmine non più accettabile. Più volte a Provincia ha provveduto a stemperare il clima di discussioni; occorre una riflessione da parte di tutti sul ruolo delle istituzioni, sul rispetto per i luoghi che le ospitano e per le persone che ne fanno parte».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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