Italia
Troppe vittime a causa del bypass
Morti coronariche, la statistica Agenas affossa Cisanello «Ma non tiene conto dei tanti interventi d’urgenza»
PISA. A Pisa si muore più che in altre città per le conseguenze del bypass aortocoronarico (Bpac). Lo sostiene l'Agenzia nazionale sanitaria (Agenas) che colloca l’ospedale di Cisanello tra quelli in cui si registra il maggior numero di decessi a 30 giorni dall’operazione.
«La classifica è da rimandare al mittente – dicono dall’Azienda ospedaliero-universitaria pisana - perché non tiene conto che i bypass fatti presso la nostra struttura sono, almeno nel 40% dei casi, bypass d’urgenza».
Stando alla classifica di Agenas, riferita al 2010, a Cisanello quasi il 6% di chi ha subito un bypass muore entro 30 giorni dall’operazione. Il dato in sé farebbe accapponare la pelle a chiunque, ma dalla direzione aziendale non si sorprendono più di tanto, nel senso che erano a conoscenza di questa classifica “foriera di cattive interpretazioni”.
L’interpretazione che ne dà chi è tirato in ballo da questa black list, e quindi le alte sfere della Aoup, è alquanto semplice e si basa sulla questione di interventi fatti d’urgenza, o su casi disperati o di anziani che hanno altre mille complicazioni. A sentirsi chiamati in causa sono anche i medici che lavorano nel reparto di cardiochirurgia di Cisanello ed alcuni di loro, senza aver sentito prima l’azienda, hanno detto più o meno le stesse cose, ed anzi hanno sparato il dato che almeno il 40% dei bypass fatti a Pisa riguarda la casistica d’urgenza.
«Da noi i pazienti vengono dimessi nel giro di 7 giorni massimo», dicono i medici. Come dire tutto fila o è filato liscio. La direzione aziendale aggiunge anche che non vi sarebbero dati statistici di nessun rilievo sui bypass fatti su appuntamento e quindi programmati. Questo confermerebbe che la percentuale dei decessi sarebbe da imputarsi in massima parte ad interventi richiesti dal pronto soccorso o emergenziali. L'intervento di bypass aortocoronarico è il tipo di intervento cardiochirurgico eseguito più di frequente ed è comunque delicato, perché durante il bypass, il chirurgo apre le arterie coronarie e nella maggior parte dei casi, per eseguire l'intervento, il cuore viene fermato con particolari tecniche. L’intervento dunque è delicato, non vi è dubbio.
A dar manforte ai medici ed alla direzione aziendale, arrivano i tanti commenti positivi e di ringraziamento scritti in diversi blog dedicati alla sanità. Se prendiamo uno dei siti più importanti, http://www.qsalute.it/, vediamo che il rating dato alla cardiochirurgia pisana è di 5 stelle su 5, un rating che prende in considerazione competenza, assistenza, pulizia e servizi. Stando alla classifica di Agenas, l’ospedale dove si registrano meno decessi post bypass è quello di Teramo. “Forse a Teramo non fanno tanti bypass quanto da noi”: commentano seccamente alcuni medici. E comunque è difficile paragonare un ospedale come Teramo a quello di Pisa, che ha un’utenza nazionale. Stando alla classifica di Agenas, chi farebbe peggio di noi sono gli ospedali di Avellino, Potenza, Caserta e Messina.
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