Il lutto
Sul regolamento urbanistico dovrà esprimersi la magistratura
Il presidente di Cittadini e Territorio conferma di avere consegnato del materiale in Procura dopo i dubbi di quattro consiglieri poiché «manca chiarezza in merito alla distanza tra edifici»
SAN GIULIANO. «Sì, sono andato in Procura - afferma Tiziano Nizzoli, presidente dell’associazione Cittadini e Territorio - e me ne assumo la totale responsabilità».
Sull’VIII variante al regolamento urbanistico, la battaglia s’inasprisce. Il sindaco Paolo Panattoni ha già fatto sapere di essere pronto a querelare Nizzoli per calunnia nel caso che abbia accusato l’amministrazione di avere commesso dei reati.
«Ma non ho denunciato nessuno - spiega Tiziano Nizzoli -. Alla Procura della Repubblica ho portato le relazioni della minoranza e della commissione di vigilanza e controllo sull’VIII variante. Ed ho allegato anche una relazione del Pd non discussa perché presentata in ritardo, ma non priva di spunti interessanti. Ho chiesto alla magistratura di esprimere un parere terzo».
Ma perché tutto questo? Perché Nizzoli è andato in Procura? «Ho voluto denunciare la mancata chiarezza circa l’applicazione del regolamento urbanistico in merito alla distanza tra edifici», è la risposta del presidente dell’associazione Cittadini e Territorio rappresentata in consiglio comunale dal capogruppo Virgilio Luvisotti e dal consigliere Valerio Ciacchini.
Nizzoli premette che l’associazione che presiede riunisce cittadini di qualsiasi provenienza politica o religiosa ed ha come finalità statutarie la salvaguardia del territorio ed il benessere dei cittadini di San Giuliano. «Sono tante le persone che si rivolgo all’associazione - afferma Nizzoli - per problematiche varie, dal semaforo che non va alla violazione di vincoli paesaggistici. Con l'VIII variante al regolamento urbanistico è successa la stessa cosa, ma stavolta a denunciare erano quattro consiglieri comunali. Ai nostri due Luvisotti e Ciacchini, si erano aggiunti Giusto Nicosia e Elisabetta Mazzarri, eletti con voti Pd. L'argomento riguardava il sospetto di vizi di procedura e di merito a seguito di alcune domande presentate dai cittadini per le quali, secondo i quatrtro consiglieri, non si erano rispettati i tempi di presentazione e si era agito in deroga ad una legge dello Stato circa la distanza tra edifici. La questione era finita in commissione vigilanza e controllo, che con 7 voti contrari della maggioranza e 6 favorevoli delle minoranze, l'ha bocciata».
Una volta concluso l’iter in commissione, non è prevista alcuna discussione in consiglio comunale. «E dal momento che gli stessi tecnici comunali - conclude Nizzoli - avevano affermato che un consigliere comunale non è tenuto a conoscere la materia urbanistica, a mio avviso restano delle perplessità. Come a dire: chi ha votato non sa cosa ha votato? Per dissipare ogni dubbio o illazione ho portato il materiale in Procura».
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