Attenzione
Stop al blocco, domenica negozi aperti
Il Tar accoglie il ricorso di Mediaworld e sospende l’ordinanza comunale che aveva programmato un calendario
PISA. Domenica negozi aperti in città anche al di fuori del centro storico. A deciderlo è stato il Tar, con un decreto a firma del presidente Angela Radesi che ha sospeso l’ordinanza comunale che aveva fissato un calendario di aperture festive. Il Tar ha accolto il ricorso di Mediamarket spa (l’azienda proprietaria del punto vendita Mediaworld di via Matteucci) per l’annullamento dell’ordinanza del 24 gennaio firmata dal sindaco Marco Filippeschi.
Stessa sorte era toccata alle ordinanze di Pontedera e San Giuliano; nel primo caso il Tar aveva dato ragione alla Pam, mentre nel comune termale a Carrefour. La differenza sta però nella procedura. Mentre nei due casi precedenti le catene avevamo atteso la sentenza, in questo caso Mediaworld ha chiesto l’immediata sospensione in attesa della camera di consiglio che il presidente Radesi ha già fissato per il prossimo 3 aprile. «Siamo ancora convinti della necessità di porre regole alle aperture seguendo la linea regionale - è il commento a caldo dell’assessore al commercio Giuseppe Forte -. Prendiamo atto della sentenza, però lavoriamo immediatamente per un tavolo provinciale in cui amministrazioni e soggetti dialoghino. Un sistema con tutti aperti e sempre aperti - conclude Forte - secondo noi non può reggere. Occorre comunque una forma di governo. A cominciare da quelle festività, laiche e religiose, che non possono essere intaccate».
La sentenza arriva a pochi giorni dalla manifestazione nazionale (con corteo anche a Pisa) contro le aperture domenicali organizzata dai sindacati con il sostegno anche di Confesercenti. E proprio dalle associazioni di categoria arriva l’ennesima presa di posizione contro la liberalizzazione degli orari. «Anche nella nostra città la grande distribuzione conferma di pensare solo al proprio interesse - dice il direttore Confesercenti, Marco Sbrana -. Non capiamo come un calendario condiviso in passato, improvvisamente sia considerato carta straccia tanto da ricorrere al Tar per una apertura senza regole. È chiaro che prima di tutto viene il proprio profitto, senza pensare alle ricadute negative per l’intero settore. In questa situazione - conclude Sbrana - deve scendere in campo la politica per lanciare un segnale comunque. Una sorta di patto tra gentiluomini per dare una regolamentazione ad un settore in cui la liberalizzazione fa solo male».
E proprio contro il caos che queste sentenze stanno producendo, interviene il direttore di Confcommercio Federico Pieragnoli. «Era prevedibile il ricorso al Tar anche su Pisa, visto che su questa materia c’è spazio alle interpretazioni in attesa della Corte costituzionale. Al di là però del merito, rimane una grande confusione che finisce per danneggiare il commerciante, ma anche il consumatore. È difficile adesso orientarsi sulle aperture e questo contribuisce a mettere in difficoltà un settore già gravato dalla crisi economica. Sicuramente una regola dovrà essere data - conclude il direttore di Confcommercio - anche perché, i fatti lo testimoniano, la stessa grande distribuzione non può reggere a lungo con aperture 0-24. Bisogna quindi lavorare, a partire dall’amministrazione comunale, per trovare forme di regolamentazione che diano innanzitutto certezze al settore e accolgano le esigenze di tutte le componenti».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
