Sicurezza
La signora dei robot ha anticipato tutti in sala operatoria
Franca Melfi, chirurgo toracico con la passione della politica «Ma alla fine diventa difficile riuscire a conciliare tutto»
PISA. In prima linea nella Chirurgia Robotica, Franca Melfi, primo chirurgo toracico a Pisa, rappresenta una figura femminile la cui valenza è apprezzata anche all'estero. Da oltre dieci anni si dedica all'applicazione della nuova tecnica chirurgica, che per la minore invasività ed i ristretti tempi di recupero del paziente è considerata il futuro della chirurgia. Dal 2001 è direttore del Centro Multidisciplinare della Terapia robotica dell'Azienda ospedaliera universitaria pisana. Classe 1959, cosentina, la Melfi si è laureata in Medicina e Chirurgia all'università di Pisa nel 1986, conseguendo la specializzazione in chirurgia toracica nel 1995.
Dal 1997 figura nello staff del di Chirurgia toracica presso il Dipartimento Cardio Toracico dell'Università di Pisa; dal 2006 è tutor/staff di chirurgia robotica applicata all'oncologia all'Istituto Europeo di Oncologia del professor Umberto Veronesi, presso la chirurgia toracica di Forli' e presso chirurgia toracica di Berna.
E' stata lei ad effettuare il primo intervento al mondo di resezione polmonare con tecnica robotica sotto la direzione del professor Mussi ed è autrice della prima pubblicazione scientifica in questo ambito.
Viene naturale chiederle quanto sia stato difficile, in una branca tradizionalmente maschile, affermarsi. «Non è una questione di genere, ma di carattere - risponde Melfi - Si arriva grazie alla preparazione, alla capacità di lavorare in team e alla determinazione. Io non mi sono mai arresa, neanche davanti a turni di lavoro particolarmente stressanti”. E si sofferma sulla scarsità dei chirurghi donna, in Italia: «Ci sono degli ottimi giovani chirurghi che si stanno formando. Purtroppo da noi se una specializzanda decide di fermarsi per la maternità difficilmente al rientro riesce a proseguire da dove ha lasciato. All'estero è molto più semplice».
Alle infaticabili giornate in ospedale, dal 2003 al 2011, Melfi ha affiancato anche l'impegno politico come consigliere comunale per il Partito Democratico. Poi tenere insieme le due cose è diventato sempre più difficile. «Ad un certo punto ho capito che era gravoso conciliare due grossi impegni e che di fatto, la mia idea della politica da post-sessantottina non rispecchiava più il mondo attuale».
Nella corsa verso il successo la Melfi non nasconde la gratitudine per la disponibilità del marito a cui dedica tutto il tempo libero, bypassando anche un po' la vita sociale.
Una riflessione sulla festa dell'8 marzo? «E’ una giornata significativa per le conquiste femminili. La differenza di genere, la leggerei piuttosto come una valorizzazione delle diverse componenti caratteriali».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
