Finanza
Gioia in prima linea contro il dolore
Angelo custode e manager insieme, dirige l’Hospice di terapie oncologiche e cure palliative
PISA. Se è vero che il destino è scritto nel nome, Angela Gioia, direttrice dal 2009 dell'Unità funzionale Hospice e responsabile aziendale delle Cure palliative, non poteva che dispensare solarità. Ha scelto di farlo per i pazienti che affrontano l'ultima fase della malattia oncologica , garantendo loro la massima professionalità e l'avanguardia delle terapie antidolore.
Livornese, 47 anni, dopo la laurea in Medicina e Chirurgia nel 1992 si specializza in Anestesia e Rianimazione con una tesi sulla terapia del dolore oncologico cronico. Contemporaneamente al corso di laurea si diploma in Medicina tradizionale cinese alla Sowen di Milano. Fino al 2009 Gioia ha svolto un'intensa attività presso l'Unità operativa di Terapia Antalgica dell'Aoup, occasione di aggiornamenti all'estero e di produzione di varie pubblicazioni. La più importante è sicuramente su Clinical Pharmacology Terapy, 2010, sulla correlazione tra l'attività clinica della morfina ed il patrimonio genetico dei pazienti, che figura in Pharmacolgy of Pain, la bibbia della Terapia antalgica. E stata una delle prime donne medico in Italia ad occuparsi di impianti di sistemi sottocutanei per l'infusione continua spinale di morfina per il controllo del dolore ed insieme al dottor Paolo Poli ad impiantare in Italia una nuova pompa totalmente in silicone leggerissima, E infatti è diventata per metà angelo custode e per metà manager della struttura di via Garibaldi, dove insieme all'equipe di medici ed infermieri specializzati ha creato un ambiente accogliente. Sottolinea che riesce a svolgere al meglio la sua missione grazie al dialogo costruttivo che intrattiene con la direzione generale Usl5 e la Società della Salute, zona pisana. Il primo anno all'Hospice ha lavorato 500 ore oltre il dovuto.
Sarà per questo che non c'è stato il tempo necessario per metter su famiglia? «Ho semplicemente dato la priorità al lavoro e non sempre si trovano fidanzati disposti a trascorrere fine settimana da soli». E’ stato difficile, per una donna, imporsi? «Sebbene alle donne si richieda sempre un quid in più - dice - ho incontrato molta sensibilità da parte dei miei colleghi». Per ricaricarsi, da buona livornese, ama cucinare per i suoi amici e bere del buon vino. C'è anche il ballo, il tango argentino. (r.v.)
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