Il Tirreno

Pisa

Rifiuti, a Calci il boom della raccolta differenziata

di Pierluigi Ara
Rifiuti, a Calci il boom della raccolta differenziata

Il vicesindaco Piccioli: abbiamo superato il 65% e puntiamo al 75 entro tre anni Ma rimane il problema dei pendolari della spazzatura che scaricano fuori zona

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PISA. «Puntiamo al 75% della differenziata entro il 2015».

Antonio Piccioli, vicesindaco e assessore comunale nel settore all’ambiente, fotografa la situazione e la raccolta dei rifiuti urbani alla luce di un primo significativo risultato raggiunto in valle Graziosa.

«Abbiamo superato quota 65% secondo l’ultima rilevazione - annuncia Piccioli - possiamo ritenerci molto soddisfatti. Si deve tenere conto che da noi la raccolta porta a porta è entrata in vigore, sull’intero territorio, soltanto lo scorso anno e in fasi diverse. Va considerato inoltre che alcuni cittadini effettuano individualmente il biocompost, dunque il valore complessivo della differenziata risulta superiore al dato ufficiale che viene diffuso».

All’ombra del monte Serra e della Verruca la volontà è di fare di più e di meglio. «Nel 2020 - guarda lontano il vicesindaco - puntiamo al traguardo di “rifiuti zero”, così come è stato fissato in alcuni degli Stati di più avanzata civiltà, dall’America all’Europa settentrionale fino all’Australia».

In ogni caso i cittadini di Calci si dimostrano virtuosi e intanto si sono messi al riparo dal pagamento dell’aggravio dell’ecotassa, secondo la normativa Ronchi, che incide non poco sulle bollette. E poi va considerato un aspetto di natura etica, cioè si contribuisce, con la differenziata, a tenere più pulito l’ambiente. Dunque, anche un salto di qualità nell’arredo urbano e in termini socio igienici.

Ci sono, beninteso, delle storture. Ancora si registra il triste fenomeno di chi la spazzatura la porta altrove, recandosi nei Comuni più vicini, a Pisa, Vicopisano e Cascina dove non è in vigore il porta a porta. Qualcuno sbrigativamente preferisce andare a scaricare la spazzatura nei vecchi cassonetti che esistono e resistono anche in località dell’alta Valgraziosa.

«Può capitare - testimonia Bruno Consani - che a Montemagno, dove non è stata ancora istituita la raccolta a domicilio, individui lascino i sacchetti qui da noi gettandoli un po’ dappertutto. E si tratta perfino di elettrodomestici dismessi, vecchi divani e poltrone obsolete. Nelle viuzze e negli angoli del borgo collinare fanno cattiva mostra di sé perfino wc e apparecchi sanitari».

«Lo stesso andazzo si verifica a Tre Colli - interviene Luigi Bertolini - arrivano da località vicine, in primis da Castelmaggiore. Magari ci si reca al ristorante e ci si porta dietro l’involucro dei rifiuti di cui ci si sbarazza senza troppi riguardi».

E pensare che funziona la stazione ecologica al Paduletto, zona non lontana dalla Gabella, vicino a Caprona. Si possono portare i rifiuti direttamente, cinque giorni su sette. L’orario al pubblico è il seguente: lunedì e martedì al mattino; mercoledì e giovedì il pomeriggio. È vero che il venerdì e la domenica il servizio è inattivo, però il venerdì la stazione funziona al massimo sia al mattino che al pomeriggio.

«Io ci vado spesso - fa sapere Oriano Fillanti - mi trovo bene. Tra l’altro incontro cortesia e grande disponibilità».

Qualcuno però si lamenta e segnala che per arrivare alla stazione ecologica si deve percorrere un tratto di strada troppo stretto e, particolare non trascurabile, cosparso di buche profonde capaci di mettere a dura prova i mezzi di trasporto.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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