Il dolore
Palazzo Blu resta sul Novecento e riparte con Kandinsky
Sarà dedicata al grande pittore russo, padre dell’astrattismo, la prossima mostra prevista a ottobre
Fine della suspence. Sarà dedicata a Kandinsky la nuova, attesa mostra di Palazzo Blu prevista per il prossimo autunno. La conferma alle voci di questi giorni è venuta dall’assessore alla cultura Silvia Panichi.
I dettagli verranno prossimamente comunicati da Cosimo Bracci Torsi, presidente della Fondazione che finanzia e gestisce Palazzo Blu.
Ma intanto l’anticipazione conferma una prima scelta importante: Palazzo Blu prosegue sulla strada dell’arte del contemporanea e del Novecento. Non era una scelta scontata.
All’interno della Fondazione si sono confrontati due orientamenti diversi: c’era chi, facendosi forte del successo di visitatori del trittico di mostre appena realizzate (Chagall, Mirò, Picasso), considerava quasi inevitabile continuare sulla strada intrapresa che aveva tra l’altro reso Palazzo Blu ben riconoscibile con un suo “marchio” e una sua proposta espositiva nel panorama nazionale; ma c’era anche chi avrebbe preferito un ritorno a una programmazione più legata a Pisa, alla sua storia e al suo territorio, anche se con un indubbio minor appeal mediatico.
Ha prevalso la prima linea e anche il prossimo triennio sarà dunque caratterizzato da mostre dedicate a protagonisti dell’arte del Novecento e contemporanea. Si riparte a ottobre con Kandinsky, uno dei padri della pittura astratta, nato a Mosca nel 1866 e morto nel 1944 a Neuilly sur Seine, nei dintorni di Parigi. Nella capitale francese aveva trascorso gli ultimi dieci anni della sua vita.
Con il grande artista russo Palazzo Blu spera di replicare il boom di pubblico registrato dalle ultime mostre. Da quando è stata inaugurata la linea culturale “novecentesca” le tre mostre sono state altrettanti eventi: quella dedicata a Chagall ha raccolto 80.000 visitatori, quella su Mirò 70.000 e poco meno sono state le persone che hanno visitato la mostra di Picasso.
Un successo che ha fatto parlare per la prima volta della possibilità di modificare concretamente i flussi turistici in città finora tutti sbilanciati su piazza dei Miracoli e su un turismo di massa. Le mostre di Palazzo Blu possono trainare un turismo più qualificato e far scoprire il centro.
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