Sicurezza
Il mistero Roberta Ragusa, indagini serrate
Il caso della mamma di San Giuliano Terme, svanita nel nulla in una notte di gennaio, ancora una volta su RaiTre nella trasmissione “Chi l’ha visto?” e anche a "Porta a Porta"
Sono passati 53 giorni dalla scomparsa di Roberta Ragusa, svanita nel nulla in una rigida notte di gennaio. Il caso della mamma di San Giuliano Terme, che il 21 prossimo, il primo giorno di primavera, compirebbe 45 anni, finirà questa sera ancora una volta su Rai Tre nella trasmissione che si occupa di persone scomparse, «Chi l’ha visto?». Il caso sarò trattato domani (ore 23,25) anche nella trasmissione di Bruno Vespa, «Porta a Porta».
Un vero e proprio giallo che sta tenendo da settimane i pisani con il fiato sospeso e che è assurto anche alle cronache nazionali. L’inchiesta della procura - a coordinarla è il pm Aldo Mantovani, a condurre le indagini sono i carabinieri - aveva visto all’inizio l’apertura di un fascicolo per allontanamento volontario, soprattutto sulla base delle dichiarazione dei familiari, che avevano pensato ad una fuga nella notte dovuta ad un’amnesia dopo un incidente domestico accaduto pochi giorni prima. Poi, con la necessità di analisi più approfondite man mano che il tempo passava senza una notizia, è stato aperto un secondo fascicolo, dove si è ipotizzato il reato di omicidio volontario. La svolta si è avuta mercoledì scorso, con l’intervento dei reparti dei Ris nella casa e negli uffici della famiglia della donna (cui si riferisce la foto), quando al marito di Roberta Ragusa, Antonio Logli, 48 anni, è stato notificato un avviso di garanzia. Sul registro degli indagati di fatto ora c’è scritto il suo nome con la pesante accusa di omicidio volontario.
Roberta è sparita nella notte fra il 13 il 14 gennaio, la stessa del naufragio del Concordia, dalla sua villetta di Gello, in cui vive con Antonio e i figli, Daniele, 15 anni, studente ginnasiale, e Alessia, 10, ultimo anno delle elementari. La vita della coppia si racchiude in un microcosmo in cui ci sono anche le abitazioni dei genitori e del fratello di Antonio, l’autoscuola di famiglia, la Futura, di cui la donna è socio col suocero e col marito, una officina affittata ad un meccanico e una grande rimessa. Luoghi scandagliati con cani molecolari e non, con sopralluoghi infiniti e setacciati dai Ris, le cui risposte in relazione al Luminol sono state immediate e negative, mentre quelle definitive sui filmati digitali correlati ad eventuali tracce biologiche potrebbero essere pronte fra una decina di giorni.
Un microcosmo che potrebbe anche essere apparso soffocante per una donna rimasta ormai senza parenti diretti che teneva moltissimo alla famiglia che si era costruito e il cui matrimonio stava attraversando una crisi fortissima. Una donna affascinante, curata, attaccatissima ai figli da cui non si sarebbe mai separata e di certo non si sarebbe separata così, senza una parola, e che alle amiche più care avrebbe confidato di un rapporto ormai al capolinea e di una sorta di prigione da cui non sapeva come uscire. Vox populi vox dei recita un canone classico ed è così che quelli che appaiono chiacchiericci di paese prendono sempre più corpo: si parla dei tradimenti e delle relazioni di Antonio, lui stesso nel corso di interviste si lascia scappare qualcosa ed alla fine viene fuori che il quadretto della famiglia perfetta si sgretola nel cliché comune a tante coppie disintegrate dalla routine e dall’abitudine. L’amore di Roberta, come di qualunque madre, per i figli e un’unione che scricchiola da anni restano i punti di forza di un’indagine che comunque prosegue a tutto tondo. Nelle mani degli inquirenti poi restano particolari inediti che, nonostante il tam tam mediatico, non sarebbero mai emersi e che danno un quadro più completo di questo giallo di provincia, una sorta di sequenza fotocopia comune a tante altre sparizioni che vedono protagoniste donne della porta accanto. Un giallo che alla vigilia della giornata della donna acquista un significato ancora più amaro.
Candida Virgone
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