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Battere l’autismo, esperti a confronto

CALCI. Presentato il convengo sull’autismo, patrocinato dall’associazione di volontariato Lu.Ce. È in calendario a fine mese presso la scuola dell’infanzia “San Giuseppe”, a Cappetta. Interverranno...

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CALCI. Presentato il convengo sull’autismo, patrocinato dall’associazione di volontariato Lu.Ce. È in calendario a fine mese presso la scuola dell’infanzia “San Giuseppe”, a Cappetta. Interverranno medici e psicologi di chiara fama, ma saranno soprattutto le famiglie con i figli malati a essere coinvolte in questo appuntamento al quale viene attribuito grande interesse. Tutti possono partecipare liberamente, anche prenotandosi entro il 15 marzo, alla segreteria organizzativa: tel. 339 7607586 o 347 0160082.

Spiega la psicologa Sara Barsotti, dea ex machina del convegno: «L’obiettivo dichiarato è quello di informare l’opinione pubblica del territorio pisano di una diversa tipologia di intervento, come un’alternativa a quelle che vengono solitamente offerte dalle varie strutture sanitarie, pubbliche e locali, visto che è ancora poco conosciuto qui da noi, mentre è diffuso e applicato in altre città toscane come Lucca e Firenze».

Del comitato scientifico e organizzativo fanno parte lo psichiatra Giovanni Del Poggetto, la neuro psichiatra infantile Lucilla Bonvini, l’esperta in analisi del comportamento Linda Petretti; l’educatrice comportamentale Sara Nutini; la pedagogista Adele Carpitelli; l’insegnante Claudia Posarelli e le psicologhe Serena Antonelli, Simona Cintoli, Elisa Panicucci, Sara Lorenzetti oltre a Sara Barsotti. Nell’incontro con i cronisti è stata spiegata la filosofia di fondo del convegno.

«È importante informare e dare speranza - è stato detto e ribadito - la speranza intanto di un percorso verso l’autonomia».

Il dramma legato alla patologia si articola anche nelle domande ricorrenti che vengono poste: cosa posso fare per mio figlio con l’autismo? Come posso aiutare il mio alunno? Ormai è troppo grande, è possibile ancora intervenire? Ce la faremo a fare un intervento intensivo? Questi ragazzi possono uscire dal tunnel? E frasi del tipo: non possiamo mai uscire con lui, ci sentiamo soli ad affrontare la realtà, sarebbe importante sapere come fanno gli altri, cosa succederà quando sarà adulto? Parlarne, discuterne senza cortine fumogene può servire.

Marzia Ara

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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