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Pisa

Ragazzi, ecco un corso per fermare i bulli

All’istituto tecnico industriale Da Vinci si insegna l’autodifesa con un istruttore di arti marziali

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PISA

È stato realizzato a Pisa un progetto destinato ad arginare il fenomeno del bullismo. L’iniziativa, unica nel panorama scolastico italiano, sperimentata con successo tra gli allievi di alcune classi dell’istituto tecnico industriale “Da Vinci”, si concluderà nei prossimi giorni. Il fenomeno del bullismo è in forte crescita, come confermato dalle risultanze del recente sondaggio realizzato da “Cittadinanzattiva”.

I dati raccolti indicano che il 51% degli studenti e il 36% degli insegnanti hanno assistito a episodi di violenza mentre il 37% dei ragazzi, piu' di uno su tre, ammette di essere stato bersaglio di "scherzi indesiderati" o "atti aggressivi" da parte di compagni: il 21% solo "qualche volta", il 3% "spesso".

E se in teoria il 75% dei giovani dichiara che è giusto che la vittima di questi maltrattamenti cerchi aiuto in un genitore o comunque in una persona adulta, all'atto pratico il 53% afferma che se accadesse a lui si difenderebbe da solo.

Proprio da quest’ultima considerazione prende avvio il progetto made in Pisa denominato “Corso propedeutico alla difesa personale ed alla prevenzione del bullismo nelle scuole medie superiori”, elaborato dell’istruttore di arti marziali Nakya Carrani, con la fattiva collaborazione delle due insegnanti di educazione fisica del “Da Vinci”, Annalisa Lamanna e Paola Bertelli.

«Il nostro progetto – dice Carrani , conosciutissimo atleta del ju-jitsu nazionale - si rivolge ai ragazzi in modo semplice puntando soprattutto alla conoscenza del proprio corpo, offrendo l’opportunità dell’autodifesa in caso di bisogno. Tutte le lezioni sono state affrontate con l’integrazione di quelle nozioni teoriche che permettono di capire perfettamente le motivazione di quello che viene fatto, i modi in cui è possibile provare ad evitare lo scontro, nonché la costruzione nell’individuo di una sicurezza personale e un senso di comprensione del rischio che comporta lo scontrarsi anche sapendo combattere in modo da far sì che possa evitarlo in ogni modo, non cadendo in un eccesso di vanità che induca a pensare di essere divenuti imbattibili».

«Il nostro intento – conclude Carrani – non è quello di creare combattenti o guerrieri , ma esaltare le qualità fisiche e mentali degli allievi, il rispetto, il coraggio, l’umiltà, l’impegno che spesso vengono dimenticati, ma che sono indispensabili per la formazione di uomini e donne destinati a costruire il futuro».

Doady Giugliano

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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