Italia
Milleduecento mamme accolte da “L’isola che c’è”
Compie dieci anni la struttura interna all’ospedale Santa Chiara che accoglie le madri dei bambini nati prima del tempo e bisognosi d’assistenza
PISA
Un'oasi di accoglienza che dura da dieci anni. Ieri, presso il reparto di Neonatologia dell'ospedale Santa Chiara di Pisa, si sono svolti i festeggiamenti dei primi dieci anni di attività de “L'isola che c'è”, la casa alloggio per madri di bambini nati pretermine istituita nel 2002 all'interno dell'ospedale pisano e finanziata dall’Aoup, Società della salute pisana e amministrazioni provinciali di Pisa, Livorno, Lucca e Massa Carrara .
Nata per iniziativa dell'Associazione pisana amici del neonato (Apan), sodalizio sorto nel 2000 dalla volontà di un gruppo di genitori che, insieme al personale medico e infermieristico del reparto di Neonatologia dell'Aoup, ha scelto di promuovere iniziative di solidarietà e aiuto nei confronti dei genitori di bambini nati prematuramente. «L'isola che c'è rappresenta una struttura di eccellenza - dice la dottoressa Cristina Galavotti, direttore di “La cura del neonato e della sua famiglia”, progetto cardine della struttura -, e la sua istituzione ha radicalmente cambiato il reparto, con la possibilità di avere spazi, assistenza e personale a disposizione».
La missione principale della casa alloggio è quella di fornire assistenza ai genitori che vivono l'esperienza di una gravidanza particolare e il disagio del lungo ricovero del proprio bambino nato pretermine (prima della 37esima settimana di gestazione) o con patologie alla nascita. Nel primo decennio di attività, la struttura ha ospitato (con vitto, alloggio e assistenza totalmente gratuiti) oltre 1.230 mamme provenienti dalle province di Pisa, Livorno, Lucca e Massa Carrara. «L'Apan ha portato avanti istanze meravigliose – dice il direttore del reparto di Neonatologia del Santa Chiara Antonio Boldrini -, e ha avuto il grande merito di creare, attraverso la casa alloggio, un punto di comunicazione tra tutti i genitori che si trovano a vivere l'esperienza di un parto pretermine. Fondamentale per loro è infatti trovare un punto di comprensione e un supporto psicologico».
Nella struttura lavorano un'operatrice specializzata che cura l'accoglienza e la gestione della casa, due assistenti sociali, due coordinatrici e una psicologa. «Ho ricevuto un'accoglienza straordinaria – racconta la madre di un bambino rimasto sette mesi in terapia intensiva -. È diventata la mia seconda casa, la mia seconda famiglia». Le attività sono rivolte anche alle donne ricoverate nelle unità di Ostetricia e Ginecologia per problemi sanitari connessi a gravidanze a rischio. Per festeggiare i primi dieci anni di attività del progetto, l'Apan organizza “Bacco Tabacco e...Bacco”, spettacolo di beneficenza di e con Stefano Bellani che si terrà il 17 marzo presso il Teatro Canovaccio di Pisa.
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