Il Tirreno

Pisa

Milleduecento mamme accolte da “L’isola che c’è”

di Danilo Renzullo

Compie dieci anni la struttura interna all’ospedale Santa Chiara che accoglie le madri dei bambini nati prima del tempo e bisognosi d’assistenza

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PISA

Un'oasi di accoglienza che dura da dieci anni. Ieri, presso il reparto di Neonatologia dell'ospedale Santa Chiara di Pisa, si sono svolti i festeggiamenti dei primi dieci anni di attività de “L'isola che c'è”, la casa alloggio per madri di bambini nati pretermine istituita nel 2002 all'interno dell'ospedale pisano e finanziata dall’Aoup, Società della salute pisana e amministrazioni provinciali di Pisa, Livorno, Lucca e Massa Carrara .

Nata per iniziativa dell'Associazione pisana amici del neonato (Apan), sodalizio sorto nel 2000 dalla volontà di un gruppo di genitori che, insieme al personale medico e infermieristico del reparto di Neonatologia dell'Aoup, ha scelto di promuovere iniziative di solidarietà e aiuto nei confronti dei genitori di bambini nati prematuramente. «L'isola che c'è rappresenta una struttura di eccellenza - dice la dottoressa Cristina Galavotti, direttore di “La cura del neonato e della sua famiglia”, progetto cardine della struttura -, e la sua istituzione ha radicalmente cambiato il reparto, con la possibilità di avere spazi, assistenza e personale a disposizione».

La missione principale della casa alloggio è quella di fornire assistenza ai genitori che vivono l'esperienza di una gravidanza particolare e il disagio del lungo ricovero del proprio bambino nato pretermine (prima della 37esima settimana di gestazione) o con patologie alla nascita. Nel primo decennio di attività, la struttura ha ospitato (con vitto, alloggio e assistenza totalmente gratuiti) oltre 1.230 mamme provenienti dalle province di Pisa, Livorno, Lucca e Massa Carrara. «L'Apan ha portato avanti istanze meravigliose – dice il direttore del reparto di Neonatologia del Santa Chiara Antonio Boldrini -, e ha avuto il grande merito di creare, attraverso la casa alloggio, un punto di comunicazione tra tutti i genitori che si trovano a vivere l'esperienza di un parto pretermine. Fondamentale per loro è infatti trovare un punto di comprensione e un supporto psicologico».

Nella struttura lavorano un'operatrice specializzata che cura l'accoglienza e la gestione della casa, due assistenti sociali, due coordinatrici e una psicologa. «Ho ricevuto un'accoglienza straordinaria – racconta la madre di un bambino rimasto sette mesi in terapia intensiva -. È diventata la mia seconda casa, la mia seconda famiglia». Le attività sono rivolte anche alle donne ricoverate nelle unità di Ostetricia e Ginecologia per problemi sanitari connessi a gravidanze a rischio. Per festeggiare i primi dieci anni di attività del progetto, l'Apan organizza “Bacco Tabacco e...Bacco”, spettacolo di beneficenza di e con Stefano Bellani che si terrà il 17 marzo presso il Teatro Canovaccio di Pisa.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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