Il Tirreno

Pisa

Domus Mazziniana: lavori finiti ora la si può visitare

di Lucia Maffei
Domus Mazziniana: lavori finiti ora la si può visitare

Il luogo dove visse e morì il patriota alfiere dell’Italia unita sarà aperto tutte le mattine dal lunedì al venerdì

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PISA

«Da oggi è aperta davvero». Queste le prime parole del sindaco di Pisa Marco Filippeschi dopo il taglio del nastro inaugurale all'ingresso della Domus Mazziniana.

L'edificio, già visitato in forma privata dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano lo scorso ottobre (evento che segnò la fine dei lavori strutturali), apre i battenti al grande pubblico completamente rinnovato e funzionale.

Studi su Risorgimento e democrazie. Ripristinati e organizzati la biblioteca e l'archivio, la sala riunioni e l'assetto museale, la casa dove il patriota genovese si spense a 67 anni si avvia a diventare un punto di riferimento internazionale per gli studi sul Risorgimento.

Ma in cantiere c'è anche un’altra idea: nell'arco di qualche mese la Domus potrebbe diventare un centro di elaborazione sulle democrazie contemporanee. «Abbiamo già sottoscritto un protocollo d'intesa – ha detto in proposito Filippeschi nel corso della cerimonia inaugurale – Il centro di studi avrebbe l'ottica multidisciplinare necessaria per analizzare questo grande tema, la democrazia, fondamentale per il nostro futuro».

Luoghi della memoria. «L'inaugurazione ufficiale della Domus – ha aggiunto il primo cittadino – è per me il rinnovarsi di un'emozione. Con questo evento ridiamo vita a un'istituzione feconda per riflettere sul pensiero politico di Mazzini, così importante per l'Europa».

Marco Paoli, commissario della Domus Mazziniana, ha ricordato i tempi in cui la Domus aveva una sistemazione museale modesta, per concludere con i ringraziamenti alla Presidenza del Consiglio: «Grazie al loro investimento la Domus è felice di iniziare una nuova vita».

La riqualificazione e l'allestimento degli spazi museali e della biblioteca della Domus Mazziniana fa parte infatti del programma di interventi “I luoghi della memoria” promosso dall'Unità tecnica di missione per le celebrazioni del 150esimo dell'Unità d'Italia.

Il Memoriale. Il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio per la comunicazione e l'editoria Paolo Peluffo, presente all'inaugurazione, non ha mancato di guardare oltre quanto già fatto: «Oggi apriamo il percorso in vista del 2061, bicentenario dell'Unità d'Italia. Fino a quel giorno lavoreremo per dare corpo alla nostra storia, e per questo la Domus deve essere inserita in una rete di ulteriori interventi. Non a caso proprio sul modello della Domus faremo il Memoriale di Garibaldi a Caprera».

Il Memoriale Mazzini sarà aperto gratuitamente al pubblico dal lunedì al venerdì dalle 9.00 alle 13.00.

Peluffo ha poi proseguito tratteggiando un ritratto del patriota: «Era un rivoluzionario e un pensatore politico che aveva capito come sarebbe andato a finire il comunismo, ma molto più progressista dei suoi amici John Stuart Mill e Thomas Carlyle».

La lettera. L'umorismo non faceva difetto a Mazzini, come testimonia la trascrizione di suo pugno di un divertente sonetto di Renato Fucini in una lettera del giugno del 1871. La missiva è stata letta al pubblico dal drammaturgo Franco Farina. In chiusura della cerimonia, Farina ha anche interpretato qualche passo del testo mazziniano “Pensieri sulla democrazia in Europa” a cura di Salvo Mastellone, lo studioso (scomparso a gennaio) che tenne la lectio magistralis su Mazzini alla presenza del Capo dello Stato.

Così ha ricordato Mastellone il preside di scienze politiche Claudio Palazzolo: «Grazie a lui ho scoperto il Mazzini intellettuale europeo. Ciao Salvo, ci mancherai».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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