Sicurezza
Branco di cani randagi si aggira sui monti pisani
Tre esemplari sono stati catturati, ma dopo le tragedie di Collesalvetti e Milano sale la tensione e l’amministrazione di Calci ha deciso di intensificare i controlli
MONTE SERRA
Randagismo, un triste fenomeno. Numerosi cani si muovono senza custodia. Abbandonati da individui di pochi scrupoli, rappresentano un serio pericolo, specie sui monti pisani. Sono meticci, di taglia diversa. E il pensiero va alla tragedia di Collesalvetti prima e a quella di Milano di qualche giorno dopo.
L’amministrazione comunale è consapevole del pericolo e già in passato ha cercato di catturare alcuni di questi animali. Tre sono stati catturati e portati al canile, ma degli altri non c’è traccia. Addirittura, alcune gabbie sono state aperte per fare scappare i cani catturati. Ma con quanto è accaduto di recente, sale la paura per questi cani che formano un branco per poi dividersi e ricostituirsi. Scorrazzano su e giù, entrano ed escono dai boschi. Non di rado attraversano la strada provinciale, che si inerpica fino alla sommità del Serra. Si spostano in continuazione dal versante lucchese a quello pisano e viceversa. Ora verso Buti, ora dalle parti di Pieve di Compito ed ora puntando su Tre Colli.
Può succedere che scompaiono per giorni per ricomparire. Imprevedibili. Sono un grosso rischio per loro e per le persone che possono trovarseli di fronte. «Le istituzioni non se ne sono lavate le mani», commenta Mario Pellegrini, assessore comunale che si batte da anni anche per un controllo più assiduo del territorio. «Non a caso – spiega – la polizia municipale, dopo aver ricevuto le segnalazioni, è intervenuta più volte. Scarsi i risultati pratici, dobbiamo riconoscerlo».
Tra le misure escogitate la collocazione di gabbie qua e là volte a catturare i cani. «Almeno tre esemplari – fa sapere Pellegrini – sono stati presi di recente con questo stratagemma e accompagnati al canile provinciale. Pochi cittadini collaborano. Può capitare che liberino i cani intrappolati aprendo gli sportelli delle gabbie. Forse ritengono di compiere un’opera di civiltà. In realtà i cani, privi di controllo e senza cibo, sono destinati a diventare selvaggi, diventano anche aggressivi».
«Nelle intenzioni dell’amministrazione comunale - conclude l’assessore Pellegrini - c’è l’impegno di intensificare i controlli nella zona dove si muovono questi cani randagi nel tentativo di arginare il fenomeno e assicurare una maggiore sicurezza a tutti».
In questo quadro, si è pensato di sollecitare la collaborazione di chi lavora sul monte. «Siamo stati interpellati – ammette Laura Gracci, titolare del ristorante “Le Porte” – però si consideri che una gabbia vicino al locale può complicare la situazione perché esiste sempre qualcuno pronto ad aprire la gabbia».
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