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Attenti al botulino Può arrivare fino al sistema nervoso
La scoperta in uno studio opera dei ricercatori dell’istituto di neuroscienze del Centro nazionale delle ricerche
PISA
Il botulino può risalire lungo il sistema nervoso ed esercitare i suoi effetti anche a distanza dal sito di iniezione. L'hanno scoperto i ricercatori dell'Istituto di Neuroscienze del Cnr di Pisa, guidati da Matteo Caleo. Due articoli pubblicati da The Journal of Neuroscience hanno fatto il giro del mondo suscitando un grande clamore. «Era convinzione comune - spiega Caleo - che la tossina botulinica avesse un'azione locale e interrompesse solo le sinapsi vicine al punto in cui è iniettata. La novità che abbiamo visto è che la tossina migra nel sistema nervoso centrale. L'abbiamo iniettata nei muscoli facciali e abbiamo visto un trasporto retrogrado, verso il sistema nervoso centrale». Ma la ricerca non è finita: nella seconda fase si studiano quali possano essere gli effetti del botulino che arriva al cervello. «Stiamo lavorando per capirlo - dichiara Caleo - . L'ipotesi è che la tossina possa avere conseguenze funzionali, cioè possa bloccare l'effetto eccitatorio anche a livello cerebrale, come accade nei muscoli».
La scoperta dei ricercatori pisani è nata per caso, mentre sperimentavano sul ratto il possibile utilizzo del botox per curare l'epilessia. Ma il botulino utilizzato nella ricerca è lo stesso che spesso è usato anche per trattare distonia e spasticità e per i piccoli interventi di chirurgia estetica. Una differenza sta nelle dosi. «Quelle usate da noi - sottolinea Caleo - sono mediamente superiori anche alle dosi massime usate nell'uomo per distonia e spasticità. Non è però facile fare dei rapporti esatti, dovendo paragonare l'inoculazione nel muscolo del ratto con quella nel muscolo umano: il trasporto di questa e altre tossine clostridiali dipendono infatti da recettori specifici espressi dai terminali nervosi, differenti fra uomo e ratto, e quindi ha poco senso paragonare - ad esempio - l'inoculazione del muscolo tibiale umano con quella nel muscolo facciale del ratto. Ma calcolando in base alla massa corporea, risulta che la dose utilizzata per gli esperimenti sul ratto è almeno tre volte quella massima usata per l'uomo. Per dare un'idea posso dire che noi abbiamo usato sei unità in ratti che pesano 300/400 grammi, mentre le dosi massime usate nell'uomo per la distonia e la spasticità sono nell'ordine di trecento unità in un soggetto di settanta chili». Sulla propagazione degli effetti della tossina botulinica si possono fare altre osservazioni. «Il trasporto segue vie anatomiche ben precise e coinvolge solo i neuroni connessi con il sito di iniezione - spiega Caleo - .
La tossina si può inoltre diffondere a livello muscolare, soprattutto se viene iniettata male o in grosse quantità, e può andare ad agire su muscoli vicini al bersaglio specifico. In questi casi ci possono essere effetti collaterali non desiderati». In attesa delle nuove scoperte dei ricercatori dell'Istituto di Neuroscienze del Cnr di Pisa, l'invito è alla cautela. «Il risultato da noi ottenuto - conclude Caleo - dovrebbe far riflettere su certe sorprese della farmacocinetica, ovvero come le sostanze una volta somministrate si distribuiscono, vengono assorbite e metabolizzate. Spesso se ne sa ancora troppo poco».
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