Il Tirreno

Pisa

«Trovo più facile raccontare l’America che l’Italia di oggi»

di Carlo Venturini
«Trovo più facile raccontare l’America che l’Italia di oggi»

Intervista al regista Faenza, docente a Pisa per 27 anni Sugli schermi il suo nuovo film girato a New York

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PISA

La disarmonia di James. È in proiezione al cinema Lanteri l'ultimo film, made in New York, di Roberto Faenza, dal titolo "Questo dolore un giorno ti sarà utile". Il protagonista della storia e del film è James, un ragazzo che, nonostante i natali illustri, preferisce «fare il ciabattino piuttosto che l'avvocato a Wall Street».

«Di James mi è piaciuta la sua profonda disarmonia con il mondo, un mondo, questo, che non è per persone normali, perché è in mano agli strozzini»: dice il regista Roberto Faenza, che ha insegnato per 27 anni sociologia della comunicazione alla facoltà di Scienze politiche dell'Università di Pisa.

La pellicola è tratta dall'omonimo best seller di Peter Cameron, che è anche tra gli sceneggiatori. «Mi è piaciuto il personaggio di James - spiega Faenza - perché ben fotografa lo stato d'animo dei giovani, ma anche di tutti coloro che non si ritrovano, non si orientano in un mondo confezionato ed impacchettato da altri, siano essi genitori o potentati di ogni sorta e grado». Il regista ha scelto per la colonna sonora Andrea Guerra ed Elisa.

Il tema del disorientamento, della disillusione, del voler scardinare ordini preconcetti, è un fil rouge che accomuna almeno altri due film di Faenza. «Questi temi dell'animo giovanile li ho già affrontati, seppure in modi diversi, nel film “I Viceré” e in “Escalation”». Quest'ultima pellicola è guarda caso del 1968, periodo simbolo della ribellione o ribellismo giovanile, e Luca, protagonista di Escalation, è un giovane che vive nella Londra hippy con un padre industriale che, per paura di perdere il controllo dell'animo del figlio, gli affibbia una psicoterapeuta. Sembra quasi lo scherzo del destino o della storia che si riannoda su se stessa, perché anche in questa ultima opera di Faenza, i genitori di James gli impongono continue sedute con una psicologa (nel film l'attrice è Lucy Liu) che dovrebbe riportare sulla strada dell'impegno universitario e carrieristico il giovane James, il quale invece passa tutto il tempo ad intagliare il legno ed a parlare con la nonna.

Questo di Faenza è il secondo film girato negli States. Si sente forse un regista in fuga dall'Italia, anche sulla scorta di pellicole come “Forza Italia” e “Silvio Forever”? «In questo frangente storico - dice il regista - trovo più difficile raccontare l'Italia che gli Stati Uniti. Non trovo più l'identità del nostro Paese ,che ha molto di indecifrabile e di fosco». Per l'Italia (con l'Orso d'oro ai fratelli Taviani) e per Pisa (Gipi e Johnson sono due giovani registi da botteghino) sembrerebbe però un bel momento. «Non ho visto il film di Johnson, mentre ho visto quello di Gipi - dice Faenza - ma il problema dei nuovi o dei vecchi registi è lo stesso dei contadini che producono le materie prime: il fatto è che il potere, quello vero, ce l'hanno i distributori e questo solco tra chi fa film e chi li deve distribuire aumenta sempre di più». Il cinema Lanteri ha reso omaggio al regista e al suo film con due mattiné speciale, l’ultima stamani alle 10.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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