Sicurezza
Si rinnova il dolore della tragedia sul Monte Serra
MONTE SERRA Trentacinque anni fa, ma non sembra vero. Per i caduti nella sciagura area il dolore si è rinnovato. Ieri una serie di cerimonie con l’intervento delle autorità e dei rappresentanti...
MONTE SERRA
Trentacinque anni fa, ma non sembra vero. Per i caduti nella sciagura area il dolore si è rinnovato. Ieri una serie di cerimonie con l’intervento delle autorità e dei rappresentanti delle istituzioni. Nella solennità la memoria si è riaccesa. Il primo pomeriggio del 3 marzo 1977 è rimasto nel cuore e nella mente dei più anziani. La sagoma del C130 Vega 10 apparve dal piano di Pisa stagliandosi nel cielo, ma era basso, troppo basso. Il rumore assordante, il suono anomalo del motore come se arrancasse. Di lì a poco lo schianto contro gli speroni rocciosi del Monte Serra.
Nessuno scampo per i 38 allievi cadetti dell’Accademia Navale di Livorno, il loro ufficiale accompagnatore Emilio Attramini e i cinque membri dell’equipaggio della 46ª brigata area. L’intera comunità rilancia ogni anno il suo lutto partecipe. Nella pieve romanica il rito religioso officiato da don Antonio Cecconi con don Aldo cappellano dell’ateneo del mare e don Tiziano dell’aeronautica. Le preghiere del marinaio e dell’aviatore, i discorsi di circostanza e il messaggio del capo di stato maggiore della Marina. Momenti di intensa emozione specie per i familiari dei caduti, guidati da Niccolò Tomatis, alla presenza dei vertici delle forze armate. Deposta una corona al monumento alla Gabella dove un’elica e un’ancora hanno trovato assemblaggio nell’opera d’arte realizzata dallo scultore Franco Adami.
Tra i momenti più significativi l’onore delle armi al sacrario sul Monte Serra reso da un picchetto dei ragazzi di prima classe dell’Accademia Navale. L’ammiraglio di squadra Luigi Binelli Mantelli ha voluto stringere la mano ai cadetti cui ha manifestato la vicinanza nel cordoglio condiviso. Infine all’Oasi del Sacro Cuore il commiato ai parenti dei caduti, arrivati da tutta Italia, rimasti uniti nonostante il trascorrere del tempo. Sergio Meoli, fratello di una delle vittime, ha espresso lo spirito che anima il gruppo: «Per noi il 3 marzo rimane il giorno più importante dell’anno». La gara podistica “Sesto Gran Premio Monte Serra”, ha concluso la giornata.
Pierluigi Ara
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