Il Tirreno

Pisa

I parenti dei defunti aiutano l’inumazione

di Gianluca Campanella
I parenti dei defunti aiutano l’inumazione

Secondo i Cobas, il personale dei servizi cimiteriali della Manutencoop è scarso al punto che durante le operazioni di tumulazione i familiari danno una mano

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Secondo i Cobas la vincitrice dell’appalto per i servizi cimiteriali, Manutencoop, non rispetterebbe il capitolato comunale sul numero di impiegati; e lo testimonierebbe anche un fatto personale: a dicembre dell’anno scorso anno, per mancanza di operatori a sufficienza, fu necessario l’intervento dei familiari della defunta «per sollevare su un palco traballante alto 1,80 metri la bara pesantissima e per sistemare la salma nel loculo».

Si trattava di Antonella Sorichetti, un’educatrice del nido di San Marco: la sua morte sollevò un’unanime ondata di commozione in città sia per la modalità (è stata la conseguenza di un incidente stradale), che per il lavoro svolto dalla vittima. Per questo oggi il suo vedovo, Claudio Giacomelli, da un lato non può non «denotare un problema che c’è stato» al camposanto; dall’altro, però, ci tiene a ringraziare tutto il personale del Comune per la vicinanza mostrata.

Intanto è suo cugino, Sandro Giacomelli, a firmare la lettera inviata agli assessori di competenza: «Il capitolato d’appalto prevedeva una condizione minima, alla firma dello stesso, di 16 operatori full time. Ad oggi e dall’inizio ne contiamo solo 7/8 quindi la metà; gli altri sono tutti part time e crediamo di poter dire che sono circa 6/7 in totale».

Andrea Serfogli, assessore ai lavori pubblici, ha chiesto una relazione al funzionario comunale Massimo Calamini. Questa è stata esaminata venerdì pomeriggio nella prima commissione consiliare di controllo e garanzia, dopo che nella mattina dello stesso giorno è stato effettuato un controllo sistematico nei sette cimiteri comunali. Dall’esame dei libri matricola risulterebbe in effetti un numero di contratti a tempo pieno inferiore a quello previsto, ma i vari tempo parziale nel complesso riescono a garantire il monte ore scritto nel capitolato.

Pertanto Serfogli commenta che «la situazione non è ancora definita e vigileremo in maniera precisa». Infatti è vero che Calamini giudica «positivo» l’esito del controllo svolto due giorni fa; ma è anche vero che l’atteggiamento dell’azienda appaltatrice finora gli è apparso «recalcitrante» e che non si possono negare «saltuari episodi, comunque non routine», in cui gli operatori cimiteriali sono stati aiutati dai parenti. Ciò si verifica soprattutto nei casi di inumazione, perché la bara è calata con le corde e per legge ogni «addetto alla movimentazione carichi non deve sostenere un carico medio superiore a 25 chilogrammi»: considerando circa cento chili, ci vogliono almeno quattro persone e non sempre ci sono. L’impegno del Comune: «Vorremmo che non accaesse più».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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