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Pisa

secondo episodio in due giorni

Cercano di rubare le scarpe anche a un dirigente pisano

Cercano di rubare le scarpe anche a un dirigente pisano

PISA Ci mancava solo la banda delle scarpe. Venerdì notte, dopo il furto delle scarpette da ginnastica firmate, subìto giovedì pomeriggio in via Croce da un ragazzino di 17 anni, è stata la volta di...

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Ci mancava solo la banda delle scarpe. Venerdì notte, dopo il furto delle scarpette da ginnastica firmate, subìto giovedì pomeriggio in via Croce da un ragazzino di 17 anni, è stata la volta di un dirigente, Luca Perni, esponente di Futuro e Libertà come delegato degli enti locali. Anche a lui si è avvicinato un gruppetto di uomini, tra i 30 e i 40, accento slavo, che gli ha chiesto le scarpe, questa volta però con minore fortuna, perché la vittima delle loro attenzioni non ci ha pensato neanche per sogno a dargliele. Il gruppetto di aspiranti ladri era composto di tre persone, mentre Perni camminava con un amico, diretto da via del Carmine verso Corso italia.

Un uomo lo ha avvicinato, gli ha chiesto il numero di piede, poi le scarpe, quindi ha inziato a strattonarlo tirandolo per il cappotto. Il dirigente però, chiaramente meno intimidito del ragazzino, ha tirato dritto facendo finta di niente e riuscendo a liberarsi dalla stretta.

«Ho continuato a canmminare come se niente fosse - racconta - finché, finalmente ha smesso. Sembrava addirittura ubriaco. I due uomini che erano con lui, alla fine, lo hanno preso per un braccio e lo hanno allontanato: hanno capito che le scarpe non gliele avremmo date. Noi ci siamo diretti verso Corso Italia, mentre i tre stranieri sparivano verso la piazzetta del Carmine».

Il fatto successo giovedì sera allo studente dell’istituto agrario e di cui si è data notizia sulla cronaca di ieri non è stato dunque un caso isolato o l’unico denunciato. E per due episodi raccontati, si suppone che ve ne siano almeno il doppio di cui nessuno ha parlato.

In passato è accaduto nelle metropoli, dove bande di bulli, adolescenti però, portavano via a coetanei di tutto: capi firmati, occhiali, scarpe, cellulari, soldi. Questa è una banda di uomini fatti: 35-40 anni, parlano in italiano, hanno un accento slavo o dell’Est, agiscono in 3-4 e in centro, di sera e di notte. È la banda dei ladri di scarpe. Non bastavano furti, scippi, risse sanguinarie giornaliere, accoltellamenti, spaccio e rapine. Ci mancava solo questa, ora siamo proprio a posto.

(C.V.)

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