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Nel viaggio delle valigie c’è il rischio di perdersi

Nel viaggio delle valigie c’è il rischio di perdersi

Seguiamo il bagaglio da quando al check-in viene messo sul nastro trasportatore Controlli allo scanner e manuali. E nei voli con più scali il pericolo si moltiplica

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Al check-in il passeggero saluta le valigie deponendole sul nastro trasportatore. Le rivedrà? Questa è la domanda che ogni volta si pone incrociando le dita. Seguiamo allora il viaggio delle valigie. Prima cosa, il bagaglio viene pesato. L'informazione finisce anche sul piano di volo: la distribuzione dei bagagli nelle stive incide sul bilanciamento dell'aereo e sul consumo di carburante.

I dati del passeggero già inseriti nel database del volo, sono riportati anche sulla serie di codici a barre dell'etichetta legata alla valigia. Con quel "passaporto" attaccato al manico la valigia inizia il suo viaggio, affidata al Bhs (Baggage handling system) il sistema di nastri trasportatori regolati da fotocellule e controlli di sicurezza. Il sistema informativo assegna un numero univoco al bagaglio che lo abbina al passeggero. Il bagaglio passa sotto la macchina radiogena che scruta all'interno se è pulito o sospetto. Se ci sono oggetti “strani” (finte bombe o armi da collezione, ma anche un phon elettrico o ricambi con cavetti vari) si approfondisce l’esame video. Se c’è qualcosa che “non si sa”, il bagaglio viene deviato su una seconda linea che lo porta a un'altra macchina per ulteriori controlli. Se il bagaglio è pulito torna al percorso principale, se ci sono dubbi si passa al controllo manuale. Quando c’è il ragionevole dubbio che si tratti di oggetti pericolosi, arrivano gli artificieri con un carrello blindato per contenere gli effetti di un'eventuale esplosione.

La valigia in regola arriva ora su una parte del nastro dove un'altra macchina la scannerizza a 360° gradi per trovare e leggere l'etichetta. E' il primo punto di riconcilio (match): verifica che tutti i bagagli che passano di lì siano stati ammessi al check-in e abbiano quindi un padrone sul volo. Se non riesce a leggere l'etichetta (perché è messa male o si è staccata), se c’è una valigia che non dovrebbe esserci, quel bagaglio va a una postazione di controllo manuale, perché risulta pulito, ma non abbinato a un passeggero. Se è a posto, torna al percorso. Se manca l'etichetta, bisogna cercare il proprietario.

Se il bagaglio è tra quelli accettati il lettore legge anche il numero di volo e lo invia alla "baia di raccolta”, un circolino in cui la valigia comincia a girare senza più uscire e da dove una persona la prenderà e lo caricherà sul carrello. Sotto l'aereo c'è l'ultimo controllo manuale con le "bingo card". Un addetto controlla la destinazione e attacca l'etichetta adesiva sulle caselle vuote della bingo card: se tutte le caselle sono piene, tombola, si parte. Se ce n’è una in meno, può essere ai controlli. Ecco uno dei motivi per cui un bagaglio può non partire: se manca il tempo per capire di chi sia il volo parte: si sceglie il danno minore.

Ma la perdita dei bagagli più significativa si ha quando si fanno voli con più scali. In quel caso il Bhs riunisce i bagagli che devono scendere dal volo con quelli in arrivo dal check-in. Aumenta la possibilità di errore umano. Inoltre il tempo per il bagaglio è più lungo di quello necessario all’imbarco della persona. E’ qui che c'è il numero più alto di perdite. Se il tempo del cambio è stretto o c'è un ritardo nel primo volo, è quasi matematico che i bagagli partano dopo. ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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