Sicurezza
Sindacalisti della Cisl vanno a lezione dall’arcivescovo
Monsignor Benotto ha parlato di etica e mercato «Spesso i diritti acquisiti coincidono con autentici privilegi»
TIRRENIA
Una lezione su etica e mercato. È quella tenuta dall’arcivescovo di Pisa, monsignor Giovanni Paolo Benotto, di fronte a un folto gruppo di pensionati e neoassunti, metalmeccanici e bancari, postini, operatori di call center e aeroportuali, chimici ed elettrici, tutti iscritti al sindacato di matrice cattolica.
Per la prima volta nella storia della Cisl di Pisa - dicono alla sede di via Corridoni - un vescovo ha partecipato come relatore a un consiglio generale che si è svolto all’hotel Continental a Tirrenia dove oltre 150 sindacalisti hanno seguito un seminario formativo sul tema “Più giustizia sociale per uscire dalla crisi”.
Monsignor Benotto ha citato più volte l’enciclica “Caritas in Veritate” di Papa Benedetto XVI e si è soffermato su temi che fanno parte dell’agenda politica di questi mesi.
«Come è possibile - ha chiesto - parlare di equilibrio e benessere familiare se mi fermo a considerare l’individuo soltanto? Perché dovrei pensare, ad esempio, a quello che viene chiamato quoziente familiare se le leggi che vengono approvate sono pesantemente condizionate dall’ideologia dell’individualismo libertario che guarda solo alla realizzazione del singolo come massima espressione delle conquiste sociali? Perché dover pensare ai cosiddetti ammortizzatori sociali se in realtà l’idea che soggiace a tutto sono le leggi del mercato che finiscono per dettare legge anche alla stessa necessità di un’etica amica dell’uomo?».
Secondo l’arcivescovo, «una economia che non tenga conto della natura profonda dell’essere umano, il quale ha bisogno di amare e di essere amato, vedendo tradotto questo bisogno d’amore in tutte le realtà del proprio vivere, è una economia che non sollecita e non assicura la crescita armonica della persona e che alla lunga finisce per condizionarla, schiavizzarla pesantemente, fino a provocarne la ribellione, come tante volte è già successo nella storia».
«Forse oggi - ha proseguito monsignor Benotto davanti ai sindacalisti della Cisl - c’è davvero bisogno di una nuova mobilitazione che, senza tralasciare la rivendicazione dei diritti, sia sempre capace di una forte proposta di condivisione dei doveri, primo tra tutti il dovere di non chiudersi e di non arroccarsi mai sui propri diritti acquisiti che non di rado coincidono con veri e propri privilegi. Sarà possibile un’inversione di tendenza? Se ciò non potrà avvenire in tempi brevi, visto il clima culturale in cui viviamo e il diffuso disimpegno educativo che sempre più sta destabilizzando le strutture portanti della nostra società, credo però che non si tratti di un’impresa impossibile».
L’arcivescovo ha concluso la relazione con un appello a una sfida: quella di «impegnarsi in maniera coerente in uno stile di vita giusto, vero, pieno se vogliamo che la giustizia sociale non sia soltanto un’espressione ricorrente nei discorsi, ma diventi un percorso pedagogico per ricostruire una società degna della dignità dell’uomo».
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