Il dolore
Donna scomparsa, il marito adesso è indagato
Pisa. Iscritto nel registro dopo l’ispezione eseguita dai Ris che sono stati a caccia di tracce nell'abitazione e nei locali frequentati dalla coppia
PISA Il marito di Roberta Ragusa è formalmente indagato. Antonio Logli è stato iscritto nel registro degli indagati in seguito all’attività investigativa. Un atto dovuto della magistratura in seguito all’ispezione eseguita l’altra notte dai carabinieri del Ris.
Il sostituto procuratore Aldo Mantovani, nel chiedere l’intervento specializzato dei carabinieri arrivati da Roma, ha firmato un decreto “di ispezione di luoghi e cose” che prevede per la persona interessata la possibilità di nominare un legale. E Antonio Logli ha scelto l’avvocato Roberto Cavani il quale ha assistito al sopralluogo dei Ris. Una prassi giuridica per garantire alla persona i diritti della difesa.
Naturalmente, adesso, tutta l’attenzione è concentrata sui risultati dei Ris e dalla Procura si fa sapere che «l’operazione ha dato esito negativo». Non sarebbero, quindi, state trovare tracce ematiche, anche se non è escluso che occorra del tempo per determinati esami.
I Ris arrivati da Roma erano al comando del maggiore Berti. Facevano parte del nucleo investigativo quindici carabinieri di cui undici fra chimici e fisici e quattro addestratori di cani. Infatti, i militari sono arrivati con tre cani: un labrador e due meticci. E proprio i cani sono stati i primi ad entrare in azione a caccia di tracce di ematiche, addestrati proprio a sentire piccole macchie di sangue anche a distanza di tempo, come ormai i 45 giorni da quando Roberta Ragusa è sparita non si sa dove.
Dopo i cani, è stata la volta dei carabinieri chimici e fisici, nelle loro classiche tute bianche, ad entrare nei luoghi oggetto dell’inchiesta. Sono stati ispezionati l’abitazione, l’autoscuola “Futura” dove lavorava Roberta, un magazzino di pertinenza della scuola e tre auto: la Ford station wagon di Antonio Logli, la Citroen C3 della moglie e la Fiat Punto in dotazione alla scuola. È stato eseguito l’esame del luminol, una speciale tecnica che prevede che sia fatto buio totale negli ambienti che vengono ispezionati. Pertanto, i carabinieri del Ris hanno prima tappato ogni piccola fessura per impedire anche ad una minima fonte di luce di interagire nel corso dell’esame. Quindi, con particolari attrezzature sono state create delle fluorescenze, ovvero dei fasci luminosi che avevano lo scopo di catturare piccolissime macchie ematiche anche nel caso fossero state lavate.
L’ispezione dei Ris è cominciata intorno alle 7,30 ed è terminata all’1,30 di notte. Quindi, i carabinieri hanno smontato tutto il loro macchinario per fare ritorno in caserma a Pisa. Ieri hanno ripreso la strada per Roma e, al momento attuale, non si prevede che facciano ritorno nella casa di Gello, una frazione del comune di San Giuliano. Stando alla Procura, l’esame non ha dato esito positivo. Tuttavia, sembra che dovranno arrivare ulteriori risposte. Tutto è in mano al sostituto procuratore Aldo Mantovani che sta conducendo questo giallo a cui non si riesce a trovare una soluzione.
Dapprima la Procura si è mossa sulla pista dell’allontanamento volontario. I campi intorno all’abitazione sono stati setacciati senza alcun esito, così come a niente è approdata l’ispezione degli speleologi pisani nelle Buche delle Fate. E fra una ricerca e l’altra, i carabinieri hanno anche dovuto prendere in esame diverse segnalazioni che non hanno avuto alcun riscontro.
In un primo momento si pensava che la donna si fosse allontanata e o che fosse stata vittima di un malore. Ma nessuna telefonata è giunta a casa. Col tempo che passava, si è affacciata l’ipotesi che Roberta Ragusa possa essere stata vittima di un omicidio ed è stato aperto un secondo fascicolo contro ignoti per omicidio volontario.
Il lavoro degli inquirenti si è stretto intorno al marito, l’ultima persona che ha visto Roberta. Gli inquirenti hanno ipotizzato un’eventuale scena del crimine e per questo avevano la necessità di un’ispezione dei Ris . E del caso, stasera si occuperà la trasmissione “Quarto grado” su Rete 4.
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