Sicurezza
Ikea e lavoro: la favola raccontata dal sindaco
La richiesta di Ikea e della società Sviluppo Navicelli di costruire il megastore della multinazionale svedese nell'area compresa fra l'Aurelia e il canale dei Navicelli rovescia l'impostazione...
La richiesta di Ikea e della società Sviluppo Navicelli di costruire il megastore della multinazionale svedese nell'area compresa fra l'Aurelia e il canale dei Navicelli rovescia l'impostazione fondamentale del Piano Strutturale d'Area che ha impegnato i consigli comunali di Pisa, Cascina, Vecchiano, San Giuliano, Calci e Vicopisano alla fine del 2010.
Alla base della bozza di piano c'era una idea condivisa da tutti che qualsiasi investimento di grande rilevanza sarebbe dovuto passare attraverso una valutazione comune d'area e, come ebbe ad affermare l'allora assessore Antonelli, non si sarebbe più dovuto sottostare come nel passato a imposizioni imprenditoriali in contrasto con con la pianificazione territoriale. Per intenderci come ha fatto Ikea per 6 anni con il Comune di Vecchiano.
Ma le poche persone che hanno potuto assistere al consiglio comunale di Pisa del 16 febbraio hanno avuto la possibilità di sentire il sindaco Marco Filippeschi elencare un sacco di favole a proposisito delle cosiddette ricadute positive sulla città derivanti dell'insediamento Ikea lungo la via Aurelia nell'area già destinata allo sviluppo della cantieristica.
A dire che le cosiddette ricadute occupazionali, al di là dei saldi positivi fra occupati e penalizzati dal nuovo insediamento, sono favole ci ha pensato il suo collega Millozzi, sindaco di Pontedera, affermando che mai e poi mai avrebbe accettato l'esclusiva pisanità dei nuovi occupati.
Tutti sanno, ma è bene tenerlo nascosto, che i nuovi insediamenti di Ikea in Italia vengono gestiti soprattutto da personale proveniente dagli insediamenti considerati ormai maturi, non più in grado di svilupparsi e quindi in esubero, nel nostro caso da Sesto Fiorentino, e da lavoratori part time o a chiamata per i giorni di maggiore affluenza. Alla faccia della prospettiva stabile per giovani e famiglie decantata da Filippeschi.
Filippeschi parla ancora di ricadute occupazionali nel settore della nautica che verrebbe maggiormente evidenziata dalla vicinanza con Ikea. Qui viene proprio da ridere!
Ma i frequentatori di Ikea appartengono forse al target sociale dei possessori delle barche che vengono prodotte nei cantieri pisani? Oppure non è più facile immaginare manodopera qualificata del settore del mobile di Cascina e Ponsacco che vanno a occuparsi nella nautica?
E ancora: quei terreni dove verrà costruito il megastore non erano destinati allo sviluppo della nautica e a quel proposito venduti, e mai riscossi, a una società, Sviluppo Navicelli, che prontamente ha modificato il proprio assetto societario per fare cassa dalla vendita a Ikea?
Non molti anni fa da giovane dirigente comunista Filippeschi avrebbe bollato la vicenda come una insopportabile speculazione. Ma i tempi cambiano. Ora al sindaco interessano più le amicizie con manager e imprenditori che con gli operai. Ma sia chiaro: solo per la difesa dei secondi naturalmente!
Responsabile enti locali
segreteria provinciale del Prc di Pisa
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google