Il dolore
Cinghiali affamati scendono a valle e rovinano gli ulivi
Allarme dei proprietari terrieri: provocano danni ingenti ma poi la Provincia non ci garantisce risarcimenti
MONTE SERRA
Cinghiali affamati e assetati. Scendono giù dal monte pisano, che da molto tempo costituisce il loro ambiente naturale. Arrivano dai punti più diversi per cercare una risposta ai loro bisogni prioritari. Creano danni, ma fino ad ora non hanno rappresentato un serio pericolo per le persone.
«L’altra sera per la strada me li sono trovati nel fascio di luce dei fari della macchina, non lontano dalla Certosa», dice Fabio Colombini. Più precisa la testimonianza di Mauro Bonaccorsi: «Io invece li ho scoperti nel cortile davanti casa, a Cappetta». «Non è raro che, in orario notturno, scorrazzino nelle zone alte di Montemagno», riferisce Franco Del Moro. A Nicosia in particolare arrivano e ripartono spesso. La presenza a valle si dimostra una presenza ingombrante, però al momento in termini di sicurezza grossi problemi non si sono registrati», rileva Ferruccio Bertolini. Il quale aggiunge: «Il fatto è che nella tarda estate e in autunno gli incendi dei boschi hanno tolto agli ungolati spazi vitali. Ci hanno pensato poi i cacciatori a decimarli e a disorientarli. Bisognerebbe approfondire un’eventuale legame esistente tra la presenza degli animali a valle e il divampare degli incendi».
Chi possiede fondi agricoli e chi gestisce gli oliveti lancia l’allarme. Stelio Adami mostra le foto dei suoi terreni dopo il passaggio, non senza conseguenze, degli indesiderati ospiti. «Nei 2000 metri dell’oliveto a Santa Lucia – racconta – ho avuto rasi al suolo i polloni delle piante. Come fosse entrata in azione la ruspa: muri a secco abbattuti, vigne sconvolte, fossati azzerati».
«Ho provato a chiedere aiuto attraverso l’amministrazione provinciale – continua Adami – che una volta aveva competenze in materia. Mi hanno risposto che eventuali risarcimenti devo scordarmeli. Infatti, non hanno mezzi per rimediare, neppure in parte».
Lo stesso discorso vale per Luciana Pierini, una confinante sopra Valle Buia.
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