Il Tirreno

Pisa

Balneari, difesa delle concessioni con l’acquisto delle aree comunali

di Francesco Loi

L’amministrazione studia l’ipotesi in vista delle gare pubbliche previste dalla direttiva Bolkestein Da questa operazione arriverebbero oltre 10 milioni di euro per sostenere poi un Piuss del litorale

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PISA

Una mano tesa ai titolari degli stabilimenti balneari di Marina e Tirrenia davanti allo spettro delle gare pubbliche previste dalla direttiva comunitaria Bolkestein. L’ipotesi è ancora allo studio, ma è comunque compresa nella cinquantina di azioni messe in campo dal Comune a favore del litorale per i prossimi due anni. Su questi temi si è svolta martedì un’apposita seduta di giunta, organizzata all’Hotel Continental di Tirrenia. Lungo l’elenco di interventi - strade, marciapiedi, parcheggi e altro - illustrato ieri dall’assessore ai lavori pubblici Andrea Serfogli. Con un punto di partenza essenziale: «I grandi progetti (porto di Boccardarno, riqualificazione degli ex studios Cosmopolitan, le colonie), pur con tempi diversi di avanzamento, stanno andando avanti».

Un altro Piuss. L’altra partita strategica è quella che si è già iniziato a giocare per il 2014, quando dovranno essere conclusi gli interventi inseriti nel Piuss cittadino: l’amministrazione, come conferma Serfogli, si adopererà nei confronti delle opportunità di finanziamento dell’Unione Europea per lanciare un Piuss del litorale. Un reperimento di risorse economiche che si lega proprio alla questione Bolkestein. «Il Comune - annuncia infatti l’assessore - sta lavorando all’ipotesi di cessione del diritto di superficie sulle aree comunali agli stabilimenti balneari». Ovvero quelle aziende che guardano sempre più con preoccupazione alla scadenza del 2015: data ultima dopo la quale le concessioni demaniali dovranno essere assegnate con una gara d’evidenza pubblica, così come chiede l’Europa (apertura alla libera concorrenza dei servizi su suolo pubblico, appunto la Bolkestein).

La tipicità. Tutti gli arenili quindi andranno all’asta, anche perchè nei giorni scorsi il governo Monti ha chiuso rispetto all’ipotesi di una proroga. Ma ci sono famiglie che negli anni hanno investito tutti i loro risparmi in stabilimenti grandi e piccoli, magari stipulando lunghi mutui con le banche, sicure del rinnovo automatico della concessione. Un meccanismo abolito dall’Europa. E così dal 2015 tutto sarà riassegnato con gare nelle quali potranno concorrere tour operator o colossi alberghieri. «In questo modo - commenta Serfogli, in costante contatto con le associazioni di categoria del settore - non vengono riconosciute la tipicità di tali imprese, molto spesso a conduzione familiare, e gli investimenti fatti con notevoli sacrifici». Il Comune sta svolgendo le verifiche giuridiche rispetto alla sua iniziativa, basandosi sul fatto che, nella situazione attuale, poco ci sarà da fare con la Bolkestein nel 2015 per quanto riguarda le concessioni demaniali (in sostanza, gli arenili). Però tantissimi stabilimenti sorgono, per tutte le altre strutture (bar, ristoranti, parcheggi), su terreni che sono in larga parte di proprietà comunale. Ed è qui che si inserisce uno spazio di manovra per i titolari, vincolando attraverso l’acquisto del diritto di superficie parti essenziali dei loro stabilimenti. E così gli interessati alla “gara Bolkestein” non potrebbero che fare i conti con la nuova realtà.

Dieci milioni. Un’opportunità importante anche per il Comune, considerato che, come specifica ancora Serfogli, dalla cessione dei diritti di superficie, «l’amministrazione stima un introito, da legare agli investimenti fatti da ciascuna azienda, superiore ai 10 milioni di euro». Una cifra che poi sarebbe utilizzata per sostenere il Piuss per il litorale, unendola a quanto sarà possibile ottenere dall’Ue proponendo in sede comunitaria un nuovo programma quadro di investimenti e di interventi.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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