Il Tirreno

Pisa

Piano caserme, si riparte Il ministro: intesa faticosa

di Francesco Loi
Piano caserme, si riparte Il ministro: intesa faticosa

Un positivo incontro nella sede del Comune consente di riprendere le trattative In audizione alla Camera Di Paola inserisce Pisa tra gli accordi ancora da definire

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Due novità in una. La prima: le trattative per il progetto caserme sono ripartite (e sembrano finalmente bene indirizzate). La seconda (che è un mezzo giallo): il ministro della Difesa, in audizione alla Camera, ha parlato del caso di Pisa come di uno dei più complessi, anche se nell’ambito di un piano di dismissioni che il governo Monti ha davvero varato con decisione. Due lati della stessa medaglia, entrambi di peso.

La scorsa settimana, in Comune, si è tenuta una riunione sul tema. «Sono state poste le basi per arrivare ad una modifica dell’accordo secondo quella che era stata la nostra richiesta», conferma il sindaco Marco Filippeschi. Il progetto caserme (al primo posto del dossier vertenze che era stato inviato al premier Monti) è, in sostanza, una maxi-permuta a zero euro: la costruzione della nuova caserma militare ad Ospedaletto in cambio della cessione delle tre caserme cittadine (Curtatone e Montanara, l’ex distretto; Artale, a fianco del Santa Chiara; e Bechi Luserna sull’Aurelia. La maxi-permuta è importante per Pisa perchè al posto di una delle tre caserme, la Bechi Luserna, a due passi dalla Cittadella e dal Museo delle navi antiche, è prevista la costruzione del nuovo, grande terminal turistico. Dopo gli accordi del 2007 la strada sembrava in discesa. Poi però erano intervenuti ostacoli e dal ministero della Difesa era calato il silenzio. Ora però tutto è ripartito per la tenacia del Comune, discutendo proprio intorno alla proposta dell’amministrazione, ovvero procedere per lotti: il passaggio di proprietà di ogni caserma contestualmente alla realizzazione di una parte della nuova, così da «avere un rientro più breve e agevolato dei notevoli esborsi necessari», aveva già spiegato Filippeschi riferendosi a questa operazione da alcune decine di milioni di euro.

Intanto, alla Camera, Di Paola ha affermato che il ministero della Difesa è fortemente intenzionato ad attuare in tempi rapidi un piano di dismissioni dei propri immobili, «ma molto dipende dai Comuni che devono valorizzare i beni perché possano essere venduti». Il ministro, secondo quanto riportato dalle agenzie, ha richiamato le difficoltà di procedere alla valorizzazione di alcuni immobili a Roma, Milano e anche Pisa. «Noi mettiamo l'immobile, ma poi serve l’altra parte. Siamo disposti a permutare. Vi assicuro che è una fatica di Sisifo», ha proseguito. Il commento del sindaco: «I problemi semmai erano stati creati, negli anni passati, dal ministero. La valorizzazione delle caserme è assicurata dalle destinazioni d’uso che abbiamo stabilito. Mi sembra positivo che il ministro abbia in testa Pisa e noi stiamo facendo di tutto per agevolare l’operazione».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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