La manifestazione
Niente doppi incarichi e limite di due mandati
La polemica su politica e antipolitica nata dall’acceso dibattito del 30 dicembre scorso a Punto Radio, mi spinge a fare alcune riflessioni proprio sul rapporto fra politica e cittadini, tra politica...
La polemica su politica e antipolitica nata dall’acceso dibattito del 30 dicembre scorso a Punto Radio, mi spinge a fare alcune riflessioni proprio sul rapporto fra politica e cittadini, tra politica e società.
Negli ultimi tempi la parola politica viene associata a un altro termine: casta. L’opinione diffusa è che “i politici sono tutti uguali”, “rubano tutti alla stessa maniera”, “non fanno nulla per il popolo e occupano solo poltrone”.
Io ho cominciato a fare politica al liceo, quindi all’università: volevano tagliare i finanziamenti pubblici all’istruzione e questo non mi andava bene.
Da lì in poi la politica è diventata una passione durevole per cambiare le cose. Ho avuto la fortuna di militare in un partito che mi ha chiesto di diventare funzionario politico, quando a Rifondazione Comunista c’era Fausto Bertinotti.
Ho lasciato quel posto a tempo indeterminato per un lavoro di insegnate precario nella scuola pubblica perché ritengo che prima devi avere un lavoro tuo, perché con la politica non ci si può e non ci si deve campare (tantomeno arricchire). Grazie al lavoro in quel partito ho potuto finire gli studi e, come segno di riconoscenza, ho lasciato la liquidazione di quei due anni come sottoscrizione volontaria.
In Rifondazione prima – adesso in Sel – mi sono sempre battuto contro i doppi incarichi: per questo ritengo che non si possa svolgere al tempo stesso il ruolo di consigliere comunale a Pisa e di consigliere regionale.
Quanto ai tanto vituperati soldi vorrei dire alcune cose. Bene ha fatto il segretario provinciale del Pd, Francesco Nocchi, a pubblicare il suo reddito.
Per quanto mi riguarda, quello registrato nel Cud 2011 ammonta a 17.538,42 euro netti ed è quello di un insegnate (precario) con sei anni di anzianità.
I nostri eletti e le nostre elette versano a Sel una rilevante quota delle loro indennità di carica e dei gettoni di presenza; Carlo Scaramuzzino, capogruppo al Comune di Pisa, versa addirittura tutti i sui gettoni al partito. Sel vive dell’autofinanziamento degli iscritti e i rimborsi (spese di viaggio, telefono, etc.) miei e di tanti compagni e compagne restano al partito sotto forma di sottoscrizione.
Per cambiare davvero dobbiamo ripartire da qui, per la trasparenza e il rinnovamento: con un codice etico degli enti e degli amministratori locali come quello proposto da Avviso Pubblico; attraverso la scelta degli eletti da parte dei cittadini tramite le preferenze o, in alternativa, le elezioni primarie.
Infine, basta incarichi e cariche a vita: introduciamo il limite di due mandati, indipendentemente dal partito nel quale si sono svolti: 10 anni da deputato, da consigliere o da assessore, sono un’esperienza importante e possono bastare.
Coordinatore provinciale
di Sinistra Ecologia Libertà Pisa
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