Sicurezza
L’artista Catarsi ridotto in povertà
Non percepisce più i 600 euro che gli spettavano come musicista: «Erano per me una certezza. E sono malato agli occhi»
CALCI
Nonostante i suoi 83 anni e una situazione economica non più felice, il noto musicista Aldo Catarsi, si presenta all’appuntamento con il nostro fotografo con tanto di giacca e quel papillon che gli danno l’aria dell’artista mai domo. Un vezzo del suo cuore come quando le sue mani si posano sui tasti del pianoforte.E alle pareti tanti ricordi.Ma Aldo Catarsi, compositore di musica e autore di canzoni, è in grave difficoltà. È stato sottoposto ad un intervento chirurgico agli occhi a causa di un glaucoma nella speranza che possa continuare a vederci (le foto sono precedenti all’intervento di qualche giorno fa).
«A questo si aggiunge - confida - il fatto che dal 1° gennaio scorso mi hanno tagliato le 600 euro che rappresentavano una qualche certezza». Nello specifico confida: «Come autore e compositore, appartenente all’associazione Emaie Siae, usufruivo di un assegno di professionalità. Quella cifra rappresentava un diritto maturato nel corso di una vita tutta dedicata al pentagramma. Ebbene il governo Monti ha tolto il vitalizio. L’85% delle persone che si trovano nella mia posizione sono finiti sotto il livello di povertà. Una cosa malvagia, capace di spengere perfino la speranza».
Aldo Catarsi è ben noto a livello nazionale, e non solo. La musica nelle vene. Pisano di nascita, risiede a Crespignano, proprio al confine dei territori di Calci e Caprona. Si è affermato tra l’altro in Francia, Germania e Spagna per avere dato l’imprimatur a centinaia di pezzi. Fondi e sottofondi di documentari trasmessi dalla tv, colonne sonore di film, canzoni e canzonette, ha partecipato anche al festival di Sanremo, brani popolari e d’élite. Una produzione incredibile, ma sottopagata e non pagata affatto ai tempi felici non regolati da troppe normative. Lui si è fatto da solo sfidando l’indifferenza di tutti, familiari compresi. «Mi ha capito solo mio padre Giuseppe detto Pilo, una persona semplice, operaio di fiducia della fattoria Conforti. Nell’ostilità generale, mi ha incoraggiato anche quando sembrava che io lottassi, novello Don Chisciotte, contro i mulini a vento».
Aldo è cresciuto in una casa isolata, l’unica sul colle dove sorge la torretta di Caprona, è rimasto lì fino a 27 anni. Quando arrivano gli americani, intrattienele truppe suomando la fisarmonica con musiche come Rosamunda.
Il conflitto finisce, il solco è tracciato, la strada delineata. Mette su una orchestrina insieme a tre amici, richiestissimo nelle balere, nelle sale da ballo del pisano ma anche della Versilia. Studia seriamente musica e negli anni ‘60 pone le radici al Margherita di Viareggio e al Cristallo di Lido di Camaiore dove impazzano i caffè concerto. Se lo contendono i club, lui che beve acqua minerale, che vorrebbe andare presto a letto, e che è devotissimo fedele a una sola donna, la moglie Floriana Frassi, ulivetese. «Nel 1980 - confessa - è arrivata la piena tranquillità economica sotto forma di un contratto discografico decennale con la Durium di Milano. Carla Boni, tanto per fare un esempio, ha raccolto le canzoni com le mie musiche».
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