Il Tirreno

Pisa

Insoluti, più del 9% delle imprese è considerato ad alto rischio

di Luca Daddi

Lo dice una ricerca di Cribis D&B: la provincia di Pisa mostra dati migliori di quelli nazionali ma in linea con quelli della Toscana. Peggio di noi Massa e Carrara, Livorno, Pistoia e Lucca

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PISA

Alla fine dello scorso dicembre il 9,04% delle imprese della provincia di Pisa si caratterizzava per l'alta rischiosità di generare insoluti commerciali nei confronti dei fornitori nei 12 mesi successivi, un dato in crescita rispetto alle rilevazioni dei trimestri precedenti. Per il 48,57% del totale delle imprese pisane, invece, si è osservato un livello di rischiosità media, per il 36,65% medio – bassa, mentre il 5,74% si è collocato nella classe di rischiosità bassa.

È quanto emerge dall’Osservatorio sulla rischiosità commerciale realizzato da Cribis D&B, società del Gruppo Cris specializzata nelle business information, che ha analizzato il grado di affidabilità delle imprese e la loro capacità di fronteggiare gli impegni presi nei confronti dei fornitori, con la conseguente probabilità di generare insoluti commerciali nei 12 mesi successivi.

La provincia di Pisa, che esprime il 10,5% delle imprese regionali, mostra un tasso di rischiosità elevata inferiore alla media italiana e in linea con quella della Toscana.

Infatti, la percentuale di imprese pisane con un’alta rischiosità (9,04%) è al di sotto del dato medio nazionale (10,93%), ma è pari a quello regionale (9,02%).

La classifica delle province relativa alle imprese ad alta rischiosità è così composta: Massa e Carrara (11,72%), Livorno (9,87%), Pistoia (9,83%), Lucca (9,55%), Pisa (9,04%), Prato (8,98%), Firenze (8,55%), Grosseto (8,28%), Arezzo (8,19%) e Siena (7,8%).

Nello stesso tempo bisogna registrare che le imprese della Toscana, a fine 2011, hanno segnato un livello di bassa rischiosità migliore rispetto alla media nazionale (6,18% contro 5,83% del totale Italia). A Pisa la quota è inferiore alla media nazionale ed è pari al 5,74%.

Tra le province toscane, la classifica di quelle con le imprese più virtuose, ovvero quelle che hanno una maggior percentuale di basso rischio, vede al primo posto Siena (8,5%), seguita da Grosseto (8,01%), Arezzo (6,72%), Firenze (6,31%), Pistoia (5,82%), Pisa (5,74%), Livorno (5,45%), Lucca (5,4%), Prato (5,37%) e Massa e Carrara (4,42%).

Dall’analisi comparata degli ultimi anni, secondo Cribis D&B, emerge una tendenza al peggioramento della rischiosità aziendale in provincia di Pisa. Infatti, rispetto alla rilevazione di dicembre 2008, quando le imprese pisane caratterizzate da un’elevata rischiosità rappresentavano il 6,48% del totale, alla fine dell’anno scorso questa quota è salita al 9,04%. Nello stesso tempo tra il 2008 e il 2011 la percentuale di imprese con una rischiosità bassa di generare insoluti commerciali è sensibilmente diminuita, passando dall'11% al 5,74% attuale.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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