Il Tirreno

Pisa

Palio dei Comuni, vince artista livornese: è bagarre

di Gianluca Campanella
Palio dei Comuni, vince artista livornese: è bagarre

Il drappo disegnato da un pittore labronico al centro della discordia

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PISA. Può un livornese vincere un Palio riservato ai pisani? Una querelle nata in punta di diritto rischia di trasformarsi in ennesimo caso di rivalità tra le due città toscane.

Accade che il prossimo Palio ippico dei Comuni pisani sia un drappo disegnato da un pittore la cui residenza è incerta: Fauglia o Livorno? Quisquilie in qualunque altra parte del mondo, ma non qui dove «è meglio un morto in casa che un pisano all’uscio».

L’antefatto. La vicenda parte con un bando pubblico «rivolto agli artisti residenti nella Provincia di Pisa, per affidare l'incarico della realizzazione pittorica del drappo del Palio 2012», che si disputerà il prossimo 18 marzo all’Ippodromo di San Rossore.

All’inizio del mese sono arrivati gli otto bozzetti dei concorrenti e nelle giornate di aperture dell’ippodromo (19, 23 e 26 febbraio), i residenti in provincia potevano entrare gratis per guardare le gare, ma anche per visionare e votare le opere.

Il vincitore contestato. Ieri il verdetto: «Hanno votato 485 spettatori ed è risultato vincitore con 131 voti Ernesto Scudiero di Fauglia. Gli altri voti sono andati a Simone Malizia (83), Rafaela Maria Sateriale (67)» e così via. Questo recita il comunicato ufficiale dell’impianto sportivo. Ma Roberto Russo, consigliere comunale di Livorno e critico d’arte, si ricorda che Scudiero ha un laboratorio in via Cairoli nella città labronica. E solleva la questione, con una premessa: «Mi dispiace per la persona, perché gli artisti vanno difesi. Ma le regole vanno rispettate. Pertanto quel premio non può essere così assegnato».

Gli altri dubbi. Sempre dal bando, si legge che il bozzetto deve essere «inerente un aspetto (paesaggio o attività) della provincia di Pisa». Ma Russo ci vede «anche qui un’incongruenza con la scena “fotografica” dell'arrivo in corsa»: l’opera vincitrice, infatti, rappresenta gli ultimi metri di una competizione equestre, che potrebbe essere presa in un ippodromo qualunque. Russo, per non affondare troppo le critiche, “condanna” anche le altre idee presentate al concorso: «La genericità ha dominato».

Resta il fatto che, «senza nulla togliere alle qualità di Scudiero, l’esecuzione è troppo virtuosa: lì ci voleva più sintesi». Traduzione dal linguaggio accademico: l’artista si è ispirato a una foto vera e ne ha quasi fatto una riproduzione, senza aggiungere «innovazione». Il colpo di Russo ha altri bersagli: «Se pubblico ha deciso così, è sacrosanto. Ma mi hanno fatto notare strani movimenti intorno all’urna e li ho ripresi in un video».

Insomma: «Perché non avete dato un incarico diretto? Avreste evitato di scomodare tanti artisti».

L’organizzazione. Dall’Ippodromo fanno notare che, all’atto dell’iscrizione, Scudiero ha indicato un recapito a Fauglia: così sono partiti contatti con le anagrafi dei vari Comuni per capire quale sia la residenza ufficiale. Se Scudiero fosse davvero di Livorno, il drappo che andrà in premio al Comune abbinato al cavallo vincitore della corsa diventerebbe l’opera di Simone Malizia, secondo classificato.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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