La manifestazione
Una commissione comunale decida il futuro degli alberi
Ci sono molti imprenditori, amministratori o semplici cittadini che senza alcun timore ammazzano alberi che non sempre danno noia o sono nocivi alla sicurezza dell'uomo, spesso hanno la sola colpa di...
Ci sono molti imprenditori, amministratori o semplici cittadini che senza alcun timore ammazzano alberi che non sempre danno noia o sono nocivi alla sicurezza dell'uomo, spesso hanno la sola colpa di essere posizionati nel posto sbagliato rispetto al disegno del progettista o del responsabile di turno che ciecamente guardano a questi veri e propri nostri amici di legno e foglie come a degli ostacoli alla razionalità di un intervento.
Sicuramente ci sono buone ragioni economiche, di sicurezza, di opportunità, ma altrettanto certamente non sono buone ragioni per interrompere la bellezza di un albero senza avere l'approvazione preventiva di cittadini e associazioni.
Il taglio di un albero che ha già vissuto molte primavere e che non è malato o crea un qualche pericolo alla comunità, deve essere condiviso da tutti e non può essere semplicemente abbattuto da un operaio ignaro, che esegue un ordine di un altrettanto ignaro incaricato.
Ovviamente mi riferisco agli alberi già caduti di Piazza Vittorio Emanuele, a tutti gli alberi di via Vittorio Veneto, a quella decina di alberi lungo le Piagge, che dopo una pulizia egregia delle sponde in riva all'Arno sono stati ritenuti pericolosissimi per le eventuali piene dell’Arno.
Forse allora è consigliabile tagliare tutti gli alberi all'interno del muretto in tutto il parco delle Piagge?
Anziché muovere le ormai scontate quanto inutili critiche agli amministratori, io vorrei dare una idea/consiglio a questi ultimi e fare una critica a tutte le associazioni che dovrebbero difendere la natura.
Al Comune di Pisa vorrei chiedere di istituire una sorta di commissione alberi fatta di esperti dell'Università di Pisa, di membri di associazioni che difendono la natura, di consiglieri comunali e rappresentanti di cittadini.
Capisco che questo possa rallentare alcuni interventi, ma un albero ci mettie moltissimi anni a crescere maestoso e generoso, quindi rispettarlo mi sembra il minimo.
Alle associazioni ambientaliste ricordo che non ci si può muovere sempre dopo che l’albero è stato abbattuto.
Come è possibile salvare il mondo da estinzioni o da disboscamenti in generale se le battaglie vengono combattute dopo e non prima?
Nicola Piegaja
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