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Pisa

Scuola, la rivincita degli istituti tecnici trainati dalla crisi

di Lucia Maffei
Scuola, la rivincita degli istituti tecnici trainati dalla crisi

In crescita le iscrizioni al Da Vinci e al Pacinotti: per i figli le famiglie preferiscono diplomi facilmente spendibili

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È l'anno degli istituti tecnici. Le iscrizioni alle classi prime per il prossimo anno scolastico premiano l'istruzione a indirizzo industriale (l'iti Da Vinci) e commerciale (l'itc Pacinotti). I licei accusano il colpo, ma riescono sostanzialmente a contenere i danni: lo scientifico Dini schiera ai blocchi di partenza le solite dieci prime, l'artistico Russoli conferma senza migliorare il boom dell'anno scorso (ma cresce nella sede di Cascina), il liceo delle scienze umane Carducci con 117 iscrizioni è stazionario. Solo il classico Galilei perde una quarta ginnasio.

C'è da dire che in alcuni casi i dati sono provvisori. Non tutte le scuole medie hanno completato l'invio delle iscrizioni alle superiori, e ad esempio l'alberghiero Matteotti, lo scientifico Buonarroti e il tecnico per geometri Santoni stanno ancora conteggiando.

Una cosa però sembra chiara: complice la crisi le famiglie si orientano in prevalenza su un diploma tecnico, e questa tendenza sembra danneggiare più i licei che i professionali.

Infatti all'istituto per l'artigianato Fascetti si registrano per ora 90 nuovi studenti, un numero paragonabile a quello dell'anno scorso. La festa grande è al commerciale Pacinotti, dove l'incremento è il più significativo: ci sono 38 nuovi iscritti rispetto ai 128 dell'anno passato, per un totale di 166 alunni di prima e una classe in più.

«Abbiamo brindato tutti insieme con una bottiglia di champagne – racconta il preside Piero Ceraolo – È un boom a lungo desiderato, ma anche meritato per la qualità del lavoro».

Sempre su via Croce, alla porta accanto, il liceo classico riflette sui suoi numeri: 113 nuovi iscritti, il che vuol dire una classe in meno. «Le nostre iscrizioni hanno sempre avuto un andamento ondivago – la prende con filosofia Carla Parenti, responsabile dell'ufficio didattica – L'anno scorso e l'anno prima ancora siamo riusciti a formare cinque sezioni, quest'anno saranno solo quattro, come tre anni fa». E il successo dei tecnici se lo spiega così: «Un anno fa in tempo di riforma non si capiva bene cosa sarebbe accaduto ai tecnici, non era chiaro se avrebbero mantenuto la loro specificità rispetto al liceo o ai professionali. Ora hanno avuto delle linee precise, e questo forse ha influito sulle iscrizioni».

Non c'è dubbio però che la crisi economica giochi un ruolo importante nelle scelte finali dei ragazzi. «La nostra Repubblica ha bisogno di tecnici», spiega il preside dell'industriale Da Vinci Odoardo Fontani. Hanno scelto l'istituto vicino alla torre pendente 180 ragazzi, 25 in più rispetto allo scorso anno. Anche il Da Vinci, come il Pacinotti, avrà quindi una classe in più. «La mia formazione classica – continua Fontani – non mi impedisce di riconoscerlo: chi sceglie una scuola tecnica fa una scelta molto intelligente».

Il diploma tecnico, aggiunge Fontani, non solo è subito spendibile nel mondo del lavoro, ma è il primo passo per una buona riuscita in facoltà universitarie come ingegneria.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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