Finanza
Scooter contro auto, parà resta ucciso
La tragedia in via del Brennero. Vittima un caporal maggiore di 33 anni che lascia la moglie e due figli, lavorava al Capar
PISA
L’esuberanza della giovinezza, una giovane moglie e due bambini - un maschietto di sei anni e una femminuccia di quattro - ad attenderlo a casa, i genitori, i fratelli. Lascia tutto questo il caporal maggiore dei parà Simone Ambu - trentatré candeline spente el 30 gennaio - rimasto ucciso ieri mattina in via del Brennero nell’ennesima tragedia della strada. A tradirlo forse la velocità, forse un colpo di sonno, forse l’asfalto sconnesso dagli alberi. Fatto sta che lo scooter su cui viaggiava, diretto alla caserma dei paracadutisti, in via di Gello, è andato a schiantarsi frontalmente contro un’auto che procedeva in senso inverso. Lo schianto è stato fortissimo e la corsa verso l’ospedale è servita a ben poco: pochi attimi dopo l’arrivo di Simone a Cisanello, il suo cuore si è fermato per sempre e ogni tentativo per riportarlo in vita si è rivelato inutile.
Ad accorgersi di quanto era accaduto e ad avvisare la caserma è stato un collega, anche lui diretto al Capar, centro di addestramento paracadutisti della Folgore. Mentre andava in via di Gello si è trovato di fronte all’incidente e in quel corpo che giaceva a terra privo di sensi ha riconosciuto il suo amico.
Simone abitava a Cascina: la sua famiglia sta a Quartu Sant’Elena, paese da cui il giovane militare proviene. Ieri mattina alle sette ha inforcato il suo scooter e da Cascina si è diretto in via di Gello passando per la Lungomonte. Aveva percorso quasi tutto viale del Brennero quando è avvenuto il tragico impatto. All’altezza della rivendita di moto Bracaloni - erano quasi le sette e mezza - l’appuntamento fatale col destino. Secondo la prima ricostruzione della dinamica, fatta dagli agenti della polizia municipale, lo scooter di Ambu avrebbe talmente allargato una curva da finire addirittura sulla corsia opposta, andando a schiantarsi contro una Suzuky Wagon guidata da un trentenne livornese: accanto a lui viaggiava una ragazza di 31 anni, la fidanzata, anche lei livornese, rimasta ferita nell’impatto e medicata al pronto soccorso dell’ospedale.
Nell’impatto il giovane caporale è stato sbalzato dallo scooter ed è caduto rovinosamente a terra. La moto, distrutta nell’incidente, subito dopo ha preso fuoco. A dare l’allarme un automobilista di passaggio che si è trovato davanti a questa scena da incubo. Poco dopo è arrivato il collega di Simone, rimasto choccato dall’incidente.
All’arrivo del medico del 118, il giovane parà dava ancora deboli segni di vita, ma la corsa al pronto soccorso è stata purtroppo vana.
Con il 118 sono intervenuti i vigili urbani, impegnati nella ricostruzione della dinamica: non si esclude che a tradire il giovane militare possa essere stata anche la velocità elevata a cui la moto viaggiava. Intanto ieri mattina la salma dello sfortunato parà è stata trasportata all’istituto di medicina legale, a disposizione dell’autorità giudiziaria che avrebbe disposto l’autopsia. Sulla tragedia infatti la procura ha aperto un’inchiesta, coordinata dal pm Aldo Mantovani. Esclusa per il momento, in attesa dell’accertamento delle reciproche responsabilità, l’ipotesi di reato di omicidio colposo a carico dell’automobilista.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
