Il dolore
Nasce la “Carta di Pisa”, codice etico per enti locali
E’ rivolto agli amministratori pubblici che intendono rafforzare la trasparenza e la legalità nella pubblica amministrazione, in particolare contro la corruzione e l'infiltrazione mafiosa
Un codice etico per gli amministratori pubblici che intendono rafforzare la trasparenza e la legalità nella pubblica amministrazione, in particolare contro la corruzione e l'infiltrazione mafiosa: queste in sintesi le finalità della 'Carta di Pisa', codice etico messo a punto da 'Avviso Pubblico' (la rete nazionale degli enti locali per la formazione civile contro le mafie) con il contributo di un gruppo di esperti composto da amministratori locali, docenti universitari e funzionari della pubblica amministrazione. La 'Carta di Pisa', è stato sottolineato dal presidente di Avviso Pubblico Andrea Campinoti, sindaco di Certaldo (Firenze), potrà essere adottata con un atto del Sindaco o del Presidente della Provincia o della Regione, con una delibera di giunta o di consiglio, ma anche da un singolo consigliere su numerosi temi, come la trasparenza, il conflitto di interessi, il finanziamento dell'attività pubblica, le nomine in enti e società pubbliche, i rapporti con l'autorità giudiziaria e i rapporti con i mezzi di comunicazione, prevedendo tra l'altro anche sanzioni per un eventuale inadempimento, prevedendo nell'ordine il richiamo formale e la censura pubblica, fino alla revoca della nomina o del rapporto fiduciario.
Secondo i presentatori del codice (tra cui il docente dell'Università di Pisa Alberto Vannucci, il suo collega di Siena e componente della commissione di studio sulla trasparenza e prevenzione nella P.a. Bernardo Giorgio Mattarella, il magistrato della Corte dei Conti e anch'egli
componente della commissione sulla P.a. Ermanno Granelli, il presidente di Legautonomie e sindaco di Pisa Marco Filippeschi e l'ex presidente della Commissione parlamentare antimafia Francesco Forgione) il testo «intende essere una risposta all'attuale situazione di corruzione dilagante, nonostante i 20 anni che ci separano dall'inizio di Mani Pulite».
Soddisfatto il sindaco Marco Filippeschi: «Sono contento che il nome della mia città venga associato a un'iniziativa così importante», ha affermato. E a suo giudizio «è significativo che il Codice etico possa essere adottato anche da singoli sindaci». I presentatori e gli autori della Carta hanno sollecitato Anci, Upi e Conferenza delle Regioni a diffonderla quanto più possibile all'interno delle proprie organizzazioni.
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