Il dolore
Le strane paure del sindaco di Pontedera
Dopo che sono passati circa sette anni da quando il colosso svedese Ikea fece la proposta di insediarsi nel territorio pisano, le varie vicissitudini e le contraddizioni
Dopo che sono passati circa sette anni da quando il colosso svedese Ikea fece la proposta di insediarsi nel territorio pisano, le varie vicissitudini e le contraddizioni(anche il commissario dell'Unione Europea, Barroso, si è meravigliato: che figura!) dell'aministrazione vecchianese che hanno condotto al no ad ogni costo e lo sbarco nel vicinissimo capoluogo in zona Navicelli, ecco che riabbiamo un attacco all'Ikea e alla città di Pisa.
Tutto perché il sindaco Filippeschi ha detto che le assunzioni devono essere in maggioranza di persone del territorio alfeo.
Apriti cielo! È cominciato un fuoco incrociato contro il sindaco di Pisa, guidato dal primo cittadino di Pontedera, Millozzi.
Il quale dice che un simile discorso sulle assunzioni è discriminatorio per tutto il territorio provinciale perché la zona di Porta a Mare non è ad una distanza di 20 minuti.
Non solo: Millozzi si è preoccupato che l'apertura dello store farà chiudere alcuni mobilifici della zona (se allude a Perignano, ciò non compete all'amministrazione pontederese).
Dopo questa affermazione altri sindaci si sono allineati: Antonelli di Cascina,Taglioli di Vicopisano e Bacci di Collesalvetti.
1) Ci meravigliamo di questi sindaci che dicono d’essere distanti da Pisa. Tutta l'area pisana (San Giuliano Terme, Vecchiano, Calci,Vicopisano e Cascina) è distante dal capoluogo dai 15 ai 20 minuti. Da Cascina e anche da Pontedera con la superstrada si arriva direttamente all'area dei Navicelli appunto in 15 e 20 minuti rispettando i limiti.
L'unico Comune che giustamente si può lamentare è Vicopisano: percorrendo la vecchia Vicarese si arriva a Pisa impiegando dai 20 ai 25 minuti. Infatti, molto intelligentemente, il sindaco Taglioli ha chiesto un incontro dei sindaci dell'area pisana.
2)L'apertura dello store Ikea a Pisa potrebbe far chiudere alcuni mobilifici della zona. E questo deve essere evitato.
Ma va detto che il mercato dell'Ikea è rivolto ad un certo tipo di clientela, che non andrà mai nei mobilifici artigianali, né i clienti dei mobilifici artigianali andranno da Ikea. E poi quando si aprono i grandi centri commerciali nessuno si preoccupa se questi faranno chiudere i negozi di alimentari e di altro genere.
Solo l'Ikea è il male assoluto. Per i vecchianesi lo store aumentava il traffico ed era vicino al Parco naturale. Invece prostituzione, spaccio di stupefacenti e innumerevoli irregolarità che subisce la macchia di Migliarino (il famoso Parco) dallo scarico abusivo di rifiuti, all’incendio di copertoni ecc., ecc., queste cose non le vede nessuno.
Finalmente con Ikea riusciremo ad avere circa 500 posti di lavoro.
Eppure ci si attacca alle distanze. Ma, signori miei, l'area pisana ha un tasso di disoccupazione (insieme a Livorno) tra i più elevati della regione.
Bene ha fatto Filippeschi a chiedere certezze in merito alle assunzioni nel territorio alfeo, ha fatto solamente il suo lavoro.
Noi non siamo lo sponsor di nessuno, ma non ci piace l'ipocrisia che circonda questa vicenda che dura ormai da sette anni.
Ricordiamo che quando a Livorno fu sbloccata l'area di Porta a Terra, quando furono costruiti l'Ipercoop e il centro commerciale, il multisala, Castorama, Decathlon e fu terminato il PalaLivorno, in un’area dove per 25 anni c'era stato il deserto, la priorità fu assumere solo gente del posto. Nessuno mosse foglia, invece ora tanta confusione.
A Pisa si dice: un po’ per uno in collo a mamma.
Compagnia StilePisano
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