Il Tirreno

Pisa

“Orgogliosi di essere pisani”: i vostri cinque motivi

“Orgogliosi di essere pisani”: i vostri cinque motivi

La classifica finale del “gioco” nato dalla dichiarazione di affetto alla città dello scrittore Marco Malvaldi. Al primo posto Piazza dei Miracoli

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Era cominciato come un gioco sulla scia di una dichiarazione dello scrittore Marco Malvaldi che spiegava i (suoi) cinque motivi d’orgoglio di essere pisano. Poi, con la preziosa collaborazione dei lettori del Tirreno, è diventata qualcosa di più: centinaia di messaggi che raccontano una città e i suoi abitanti, i legami di affetto che si creano verso il proprio territorio e anche, in tanti casi, i difetti che si riconoscono in sé stessi e negli altri.

LA CLASSIFICA

 

27 punti: Piazza dei Miracoli

22 punti: I lungarni

18 punti: La luminara di San Ranieri

12 punti: L’Università (e gli altri centri di ricerca)

8 punti: Il Pisa (e i suoi tifosi); L’aeroporto; La Pisa Marathon

7 punti: La posizione geografica; La storia millenaria;

5 punti: La Torre; Il glorioso passato come Repubblica Marinara; Parco di San Rossore (e ippodromo)

4 punti: Marina di Pisa; La cecina del Montino; Il tramonto sui lungarni

3 punti: L’ospedale di Cisanello; La Pisa medievale; Palazzo Blu;

2 punti: Il Gioco del ponte; Il Pisa di Romeo; Il centro storico nella sua interezza; La chiesa della Spina; La cecina; Gli affreschi del Trionfo della morte di Buffalmacco; La Normale; L’Università e la Normale; Il mare; Piazza dei Cavalieri; I grandi pisani (Galilei, Fibonacci…); Il tifo della Curva Nord; Il verde; L’Università e l’ospedale; Le vie e le stradine del centro; Il vernacolo pisano (e i suoi detti); La croce di Pisa; I ragazzi e le ragazze; Aver dato i natali a Galilei;

1 punto: I maestri cioccolatai; I cervelli della ricerca; I palazzi del centro; La bella musica di Anima Mundi e Normale; La gente della provincia; Gli scrittori che sono stati a Pisa; I tramonti alla Cittadella; Pisa ti offre la qualità della città ma il calore di un piccolo paese; In ogni angolo di Pisa puoi trovare tracce della sua lunga storia e cultura e l'orgoglio di essere sempre riemersa dopo le sconfitte; La possibilità di fare delle bellissime passeggiate (in città, sui monti pisani, a San Rossore); Vedere negli occhi dei miei figli la passione per questa città e la certezza di averli dato delle radici serene; La tifoseria pisana; I vicoli cupi e dissestati; L'anima comunale e ghibellina; L’armonia artistica; La Tazza d'Oro; Piazza dei Miracoli la mattina alle 6,30; Piazza dei Miracoli la sera; Piazza dei Miracoli senza bancarelle; Piazza S. Caterina in autunno; Piazza S. Caterina la notte; Piazza Dante la mattina; Piazza S. Paolo all’Orto il pomeriggio; La simpatia dei pisani; Rebeldìa; Canapisa; Il Giardino Scotto; Lo stadio Romeo Anconetani; Non esse’ né lucchese, né livornese, ma pisano; La torta di ceci del Chimenti; Le piste ciclabili; La Coop; Piazza della Pera; Il bombolonaio di Lilly e il vagabondo; La cecina di Nando; Il dialetto più bello d’Italia; Il tramonto sull’Arno con lo sfondo della chiesa della Spina e della Cittadella; Il Duomo; La generosità dei pisani; Il Capodanno pisano; La Pisa del Rinascimento; La bellezza di aurore e tramonti sul Lungarno; Camminare sui lungarni all’alba col mio cane; Il Meccino; La pizza della Tana; Il Bar Mauro; Le tracce dei visitatori illustri del Grand Tour; Leopardi che l’ha amata e ritrova qui la sua vena poetica; La targa con la frase di Leopardi; Il Pisa di Ventura, Cerci, Kutuzov e Castillo; Liszt che soggiorna a Pisa; Il Teatro Verdi; Il Teatro Rossi; Gli anni ’40, ’50 e ’60 a Pisa; La Chiesa di S. Sisto; Il Bar Mocambo; Il Dipartimento di Endocrinologia di Cisanello; Il litorale; I negozi di piazza delle Vettovaglie; Corso Italia e Borgo Stretto; La gelateria “I Coltelli”; Una città piccola con tante cose grandi; I vini di Terricciola; I vini pisani; La vicinanza di altre città d’arte (Lucca e Firenze); Si vive a misura d’uomo; L’orto botanico; Grazie a Dio non è Livorno; La rivalità verso Livorno; Ha preso il bello di greci, etruschi e romani; Gli esercizi popolari che restano ancora aperti come la trattoria di Stelio; Il cinema Arsenale; Le esperienze di cittadinanza consapevole e attiva come il progetto Rebeldìa; Il clima di convivenza civile tra residenti, studenti e migranti; I teatri e le università; I professori e gli studenti di Montanara e Curtatone e tutti quelli che combatterono per la libertà; La sua storia antifascista; Aver dato i natali a Fibonacci; Essere stato il luogo prediletto di D’Annunzio; L’anno 1982; Le cee; Le cee in bianco; Le cee con la salvia; Dire “fai a modino”; Il murale di Haring; La cucina; Il carattere dei pisani; Città storica e ricca di monumenti; Prendere il sole sulle spallette; Essere una città dalle mille anime; I paesaggi collinari di Volterra e Terricciola; I pisani nel mondo; Il respiro dell’Arno; Il vento di mare mentre si vede la corona dei monti pisani; Le biciclette; Essere conosciuti nel mondo; L’enogastronomia; I retoni di Boccadarno con le Apuane dietro; Il piacere ogni volta di tornare a casa; Romeo Anconetani; Una partita di molti anni fa con i senegalesi invitati in curva contro il razzismo; La risposta sempre pronta e la voglia di fare una battuta.

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