La manifestazione
Librerie, la crisi non abita in centro città
La Feltrinelli interessata a palazzo Mastiani messo sul mercato dall’Università. Anche Mondadori e Giunti in cerca di locali
PISA
Librerie: la crisi non abita qui. O meglio, se c’è recessione è pressoché ininfluente rispetto al panorama italiano. Come dicono anche i dati diffusi nei giorni scorsi su scala nazionale, l'industria culturale italiana è quella che ha risentito meno della crisi. Tant’è che la domanda di allargamento delle attività o di nuovi insediamenti in città è sostenuta nel settore delle librerie.
Da una parte c’è chi, come la Feltrinelli, chiede più spazi per fare della sede di Pisa, in Corso Italia, un centro di aggregazione culturale ancora più importante alla stregua delle grandi città italiane - sulla falsariga di Firenze, tanto per restare in Toscana - anche e soprattutto per la presenza di un polo universitario rilevante che fa del negozio di Pisa un luogo frequentatissimo, in particolare da giovani.
Progetti. La Feltrinelli vorrebbe in prima battuta poter completare la copertura del chiostro di palazzo Mastiani Brunacci per farne - in caso di maltempo il suo uso è limitato - una sala conferenze, alla luce anche dei fitti appuntamenti letterari e di incontri che vi si svolgono. Per ora non esiste alcuna richiesta formale in tal senso, ma l'aspirazione principale è quella di espandersi all’interno del complesso di palazzo Mastiani, messo in vendita dall'Università. Il direttore della sede pisana di Feltrinelli conferma questo interessamento, anche se dice di rivolgersi, per informazioni a riguardo, alla direzione centrale di Milano. Nella metropoli lombarda non si sbilanciano, facendo capire che qualcosa si è mosso con l'Università di Pisa per affrontare la questione. «Per ora - dice un portavoce della casa editrice milanese - se c’è qualcosa è solo a livello preliminare».
Del resto il complesso di palazzo Mastiani è immenso e ha bisogno di un'opera di restauro economicamente molto onerosa visto lo stato di degrado in cui si trova, tanto che la sua vendita potrebbe avvenire per lotti. E’ un immobile, insomma, un po’ scomodo per l'Università: venderlo non è facile, ma l'ateneo ci vuole provare e gli acquirenti a quanto sembra non mancano, seppure ci sia l'handicap di una struttura architettonicamente bella, ma assolutamente fatiscente.
Interessamenti. A dimostrazione di come sia tanto l'appetito su Pisa da parte di grandi case editoriali, è probabile la prossima apertura in via Garofani, tra il palazzo comunale e Corso Italia, in un’ala dell’ex palazzo che ospitava la Sepi e altri uffici comunali, di un nuovo negozio di cui però è il nome è ancora top secret (si parla della Mondadori, anche se la notizia non è stata confermata ma né smentita). Si tratterebbe di una nuova, ampia libreria nel centro storico. Ma non è finita qui, perché corre voce di una richiesta della Giunti, nota casa editrice fiorentina, che vorrebbe insediarsi in pieno centro storico. Insomma, per le librerie non solo la crisi non sembra essere arrivata, ma si punta addirittura ad una loro espansione, almeno in una città ritenuta molto appetibile come Pisa. Ne è dimostrazione anche l'investimento che ha fatto il Libraccio in via Benedetto Croce.
Obiettivi. Il sindaco Marco Filippeschi saluta questo processo di crescita dell’offerta culturale in città. «Una trasformazione positiva - dice il sindaco - che va accompagnata con una politica di sostegno che stiamo perseguendo con incisività. Gli spazi che possiamo ulteriormente dedicare alla cultura sono tanti. Il fulcro di tutto il sistema, nel prossimo autunno, sarà l’apertura della nuova biblioteca comunale a Porta a Piagge e complessivamente tutto il polo San Michele, già sede di tante iniziative, tra cui voglio ricordare la mostra degli Amici dei musei sul 150.mo anniversario dell'Unità d'Italia e quella più recente sul Gioco del Ponte. L'evento dell’apertura della nuova biblioteca, lo faremo precedere da una grande campagna per la lettura e per la scrittura. Da qui cercheremo anche di trovare nuovi spazi nel centro storico, che sta subendo un profondo rinnovamento. Così la crescita dell'offerta commerciale sarà accompagnata dall'apertura di nuovi spazi di aggregazione per iniziative culturali di vario genere. Sto pensando ad esempio alla piazzetta davanti al murale di Haring, ma anche al giardino Scotto, allo spazio davanti largo Ciro Menotti e in particolare all'ex cinema estivo Astra, dietro Corso Italia, proprio a ridosso della Libreria Feltrinelli, caso mai la proprietà ci desse il via libera. Insomma, c’è un grande fermento culturale che va ulteriormente incoraggiato in una città che ha un polo universitario e di ricerca di primo piano a livello nazionale, in grado di attirare decine di migliaia di studenti».
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