Sicurezza
Lanciata raccolta di fondi per avere strade più sicure
Un raduno ricorda a Rigoli il giovane Fabio deceduto in via Vecchia Lucchese Giovani e adulti insieme affinché la morte del loro amico non sia stata vana
RIGOLI
Erano in tanti al raduno di piazza 1° Maggio, a Rigoli per ricordare Fabio Gaglianese, il ragazzo di 17 anni morto il 21 dicembre scorso dopo essersi schiantato con la sua moto da cross contro un pilone metallico lungo la via Vecchia Lucchese.
E proprio a Lucca, esattamente sul luogo dell'incidente, si è diretto il corteo partito ieri pomeriggio dal parcheggio centrale di Rigoli appena dopo le 15. Tanti gli amici presenti con gli scooter ma anche conoscenti e compagni di scuola al seguito con le proprie auto in una sorta di pellegrinaggio che ha attraversato le principali vie del paese. «Ci fermeremo a quel guard-rail dove Fabio ha perso la vita - afferma con voce pacata l'amico Marco abbassando il finestrino dell'auto - per lasciare sul posto dei fiori e degli striscioni che abbiamo preparato nei giorni scorsi».
Intanto si formano piccoli gruppetti, la maggior parte sono minorenni ma tutti fortemente determinati sul da farsi visto le precise indicazioni sugli spostamenti che vengono fornite di volta in volta agli ultimi arrivati. Si definisce il percorso, si scelgono sapientemente i condottieri del corteo ricordando a più riprese di non forzare l'andatura per evitare inutili dispersioni del gruppo che finiscono sempre con il creare problemi. Più in disparte un gruppo di motociclisti adulti che si sono associati all'iniziativa segue le mosse dell'intero gruppo. Sono una decina di componenti del Moto Club Centauri Toscani di Lucca che si è formato appena due anni fa.
«Siamo qui - riferisce il presidente Walter Bianchi - a testimoniare il nostro impegno per la raccolta di fondi a sostegno di opere di manutenzione di alcuni tratti stradali particolarmente pericolosi come quello in cui ha perso la vita il giovane Fabio. Abbiamo già avuto un incontro in Provincia, a Lucca e presto ne avremo un secondo per definire praticamente alcune possibilità di intervento che di volta in volta verranno estese ai tratti autostradali più critici».
Un progetto ben articolato iniziato da circa un anno per evitare altre inutili morti dovute spesso all'incuria del fondo del selciato o a precarie barriere di protezione male posizionate o scarsamente efficienti. Una teoria ribadita anche dal responsabile delle pubbliche relazioni e vicepresidente dello stesso club, Matteo Poletti che aggiunge: «Per poter essere vissuta con entusiasmo e serenità la passione per le "due ruote" deve contare in modo imprescindibile sul fattore sicurezza legata alla viabilità. Noi cominceremo proprio da quel tratto incriminato nella speranza che la morte di Fabio possa servire ad evitarne altre».
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