Il dolore
Il prete: qui si spaccia e tutti lo sanno
Anche il priore Enrico Giovacchini sostiene la raccolta di firme per aumentare i controlli contro la criminalità
PISA
Continua la raccolta di firme contro il degrado e gli episodi di violenza nel quartiere San Martino. Dopo l’articolo del “Tirreno” che ieri ne ha parlato, si scopre che anche altri gruppi di cittadini stanno curando analoghe petizioni: ora si coordineranno tra loro.
Intanto don Enrico Giovacchini, priore della chiesa di San Martino, conferma: «Risulta anche a me quello che c’è scritto nell’appello». Ovvero risse tra stranieri, in prevalenza nordafricani; piazze dove si spaccia droga; infine, pochi controlli da parte delle forze dell’ordine. Giovacchini spiega di aver «avvertito più volte i carabinieri: vengono a fare dei giri, ma non spessissimo».
Meno residenti. Questa situazione, secondo il sacerdote, sarebbe dovuta al fatto che «le famiglie sono sempre meno: con il caro affitti non ce la fanno a pagare la quota mensile e vanno a vivere in periferia. Lì non hanno tanti altri problemi del centro, come la zona a traffico limitato».
Terra di nessuno. Insomma, se nessuno ci abita, di sera l’area diventa terra di nessuno: «Ci vengono persone solo per i pub e con tutt’altra intenzione che quella di rispettare il quartiere».
Le risse. Da un lato, quindi, i promotori delle varie petizioni preferiscono affrontare un problema alla volta e partire dall’emergenza più grande: «Le continue risse a coltellate tra nordafricani». Dall’altro, invece, c’è il parroco: ha letto uno dei vari appelli che circolano per la raccolta firme e prova ad avere uno sguardo d’insieme.
Le soluzioni. Don Enrico prova a suggerire alcune soluzioni: «Far tornare i servizi, come i negozi di alimentari; forse, ma è più difficile, potrebbero tornare anche le famiglie». E nell’immediato «bisognerebbe aumentare i controlli e togliere lo spaccio; tutti sanno dov’è».
Prostituzione. La stessa espressione usata dai promotori della prima raccolta di firme: «Tutti sanno qual è il palazzo di piazza Gambacorti in cui c’è prostituzione». Se facciamo notare che essa non è un reato, rispondono: «Ma lo sfruttamento sì e tutti sanno chi c’è dietro».
Sicurezza pubblica. Il Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, organo consultivo di cui si avvale il prefetto, in diverse riunioni periodiche già ha affrontato il tema “San Martino”. Più volte l’azione sul territorio è stata coordinata anche con la polizia municipale, ma spesso negli incontri è stata constatata una carenza di organico nei vari corpi. I primi contatti tra abitanti e istituzioni ci sono stati: dal Comune confermano la disponibilità a parlarne e anche don Giovacchini non si sottrae: «Se mi invitano ci vado volentieri».
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