Finanza
Caos nell’Idv, espulsi tre ribelli
Il leader provinciale: fuori Curci, Landucci e Falchi. Ma loro replicano: noi abbiamo già pagato la quota
PISA
L’Italia dei Valori è sempre più nel caos: nel pomeriggio di ieri è stato detto tutto e il suo contrario. Il coordinatore provinciale, Luigi Buoncristiani: «Torniamo a parlare dei cittadini. Le polemiche di questi giorni sono squallidi individualismi sollevati da persone a cui gli organi di partito a tutti i livelli hanno deciso di non rinnovare la tessera, quindi non fanno più parte dell’Idv da circa una settimana. All’esecutivo nazionale sta bene il doppio incarico di Chincarini e lo Statuto prevede deroghe; basta con questo karma che ogni tanto qualcuno risolleva».
Maria Luisa Chincarini, consigliere regionale e comunale (il suo doppio incarico è il pomo della discordia): «La frase da me detta in radio è stata ingigantita e strumentalizzata. Anche io vorrei fare una sola cosa e bene, per me è un sacrificio mantenere le due figure istituzionali. Coloro che il partito ha giudicato “non tesserabili” non versano i contributi obbligatori a Idv e da un anno la tesoreria regionale sollecitava».
Gli “epurati” Michele Curci, Lucia Landucci e Anna Falchi: «Apprendiamo solo ora di non far più parte del partito»; in particolare, quest’ultima non ha incarichi istituzionali e quindi non è tenuta al pagamento delle quote, mentre gli altri due, consiglieri provinciali, a telefono dichiarano di avere «le ricevute dei versamenti effettuati a febbraio».
Un passo indietro. Falchi e Landucci ricostruiscono: «Durante una trasmissione di Punto Radio, il 30 dicembre scorso, il segretario provinciale di Sel ha chiesto: “Perché non ti dimetti da uno dei due incarichi? Non ti fidi di quello che c’è sotto?”. Chincarini ha risposto, testualmente: “Perché se dietro di me c’è un Cuffaro, probabilmente non ce lo voglio mandare in consiglio comunale”. La dichiarazione che nella lista ci sia “un Cuffaro” per noi dell’Italia dei Valori è di una gravità inaudita».
Partono varie richieste di chiarimenti fino all’ultimatum di venerdì: Curci chiede le dimissioni del direttivo provinciale in alternativa a quelle di Chincarini.
La risposta. La “doppia” consigliera ci tiene a specificare: «In radio c’era un clima scherzoso e quel giorno non volevo dire nulla di particolare. Io non cumulo i due stipendi, ma ho rinunciato ai gettoni di presenza come consigliere comunale. E non mi vengano a dire che accumulo “poteri”. Quali?».
La questione economica. Eppure non torna qualcosa. Il consigliere provinciale, «deluso, ma non sorpreso» dalla decisione di espulsione, giura di aver conservato la ricevuta del suo 10% al partito: «Ho versato 130 euro in data 8 febbraio». Landucci aggiunge anche la banca: «Alla Cassa di Risparmio di Pisa ho pagato 200 euro il 7 febbraio». Buoncristiani parla di una «serie di problematiche» all’origine della decisione; quindi non solo soldi, ma nemmeno le polemiche dei “ribelli”, perché esse sono partite «in contemporanea» all’esclusione dei tre.
Chiude Curci: «Se avessi saputo di non far parte di Idv una settimana fa, non mi sarei mai permesso di sollevare critiche alla conduzione di un partito a cui non appartengo».
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