Il Tirreno

Pisa

In San Martino esasperati dalle risse

di Gianluca Campanella
In San Martino esasperati dalle risse

Cittadini organizzano una petizione dopo l’ultimo episodio di violenza: vogliamo più controlli durante la notte

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PISA

Da pochi giorni è partita una raccolta di firme nel quartiere San Martino per protestare contro la «scarsa velocità di intervento delle forze dell’ordine» quando sono chiamate a sedare le continue risse: in particolare i cittadini si riferiscono alle «liti svolte a bottigliate tra nordafricani», presentandole come fenomeni oggettivamente frequenti e accompagnandole con acrobazie diplomatiche per evitare l’accusa di razzismo. Tra i destinatari della lettera c’è anche il sindaco Marco Filippeschi, al quale si chiede se dietro l’apparente inerzia di tutti ci sia «un’inconcepibile tolleranza».

Lo spunto. La petizione nasce dall’ultimo episodio: il 15 febbraio alle 20,15 c’è stata una rissa più violenta del solito fra «otto, nove persone». La novità è stata doppia: l’orario, ormai sempre più anticipato; e i feriti, per i quali è stato necessario chiamare l’ambulanza.

Nella lettera si parla di venti minuti in cui sarebbe successo di tutto: il testo riporta «decine di telefonate dei residenti di via San Martino fatte a polizia e carabinieri, ma non è arrivato nessuno». E ieri una signora anziana, testimone oculare della scena, ha raccontato: «Ho firmato perché così non si può più andare avanti. Quella sera ho intimato a mio figlio di non intervenire per separarli. Loro fanno presto a tagliarti la gola».

Un pensionato accanto indica le varie piazzette della via: «Lì ci sono i drogati, che sono italiani; laggiù, invece, fanno a bottigliate. Ogni posto ha una sua specialità». E sarebbero gli esercizi commerciali (e l’etnia del titolare) a caratterizzare il tipo di frequentatori.

L’appello. Sembra, quindi, che la protesta sia più generale, ma il testo si concentra sui «nordafricani: non capiamo perché questo si protragga da tempo e riteniamo inconcepibile la tolleranza sia del sindaco, che del capo dei vigili urbani, che delle forze dell’ordine tutte».

Poi si cerca di distinguere tra immigrati buoni e cattivi: «Non si ritiene giusto che queste persone, venute qui nella speranza di un futuro migliore, possano creare panico e prendere sopravvento con violenza nella nostra città. Condividiamo la necessità del loro inserimento». E la conclusione si rifà alla Costituzione: «Rimarchiamo di non condividere la prepotenza e la mancanza di valori opposti a quelli di una società basata sul lavoro e sulla ricerca di una vita migliore per tutti».

Le altre grane. Ieri un giro per il quartiere alla ricerca di commenti è stato come scoperchiare una pentola a pressione. I locali notturni, frequentati soprattutto da studenti, sono un altro degli argomenti clou. Nicola Davini, abitante della zona, non ha problemi a dichiarare: «Tutti i giovedì sera all’una in punto la discoteca chiude ed escono decine di ubriachi. Prendono a pedate le portiere delle auto e il giorno dopo si contano i cocci. Una mia vicina ha avuto danni per 500 euro». Una signora, accanto aggiunge: «Quando scendi di casa e trovi tutti gli specchietti, sei contenta. “Alè, per stavolta è andata bene!”». Qualcuno ha denunciato? Davini continua: «La telefonata alle forze dell’ordine è una denuncia immediata, ma il pronto intervento non esiste. E se arrivano dopo due ore non serve a niente». Per questo, quando la raccolta firme sarà completata, sarà chiesto un incontro anche con il prefetto.

Chi è senza peccato... Stranieri, studenti, sembra quasi una caccia al diverso. Ma i residenti di San Martino ce l’hanno anche con i loro “simili”. Le voci sentite per strada non lasciano dubbi: «Il marciapiede di via Sancasciani è distrutto per la gente che ci parcheggia sopra quando va a prendere i bimbi a scuola. Tutta pigrizia, perché dieci metri più avanti le strisce bianche sono vuote». Una rapida escursione davanti alla elementare Zerboglio e la scena appare esattamente com’è stata raccontata. E non è finita: «E i gestori dei pub? Lasciano le scatole fuori, senza scomodarsi nemmeno ad appiattirle, pur sapendo che la raccolta è il mercoledì».

Anche questa non è un’illazione: davanti a un noto locale “alla moda”, ieri (che era venerdì) c’erano tutti gli imballaggi dei prodotti venduti la sera prima. Il nome del pub era scritto sui cartoni, probabilmente dai fornitori per facilitare la consegna. Insomma, nessuno ha la coscienza pulitissima. E tutti chiedono più controlli e più sanzioni.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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